Hong Kong LegCo

Ancora turbolenza politica a Hong Kong. L’esclusione di quattro componenti del Consiglio legislativo (LegCo) della Regione Amministrativa Speciale della Cina, ha determinato dimissioni in massa tra i rappresentanti dell’opposizione. Alvin Yeung, Dennis Kwok, Kwok Ka-ki e Kenneth Leung sono stati esclusi per aver minacciato la sicurezza nazionale. La decisione del governo della Regione Speciale, guidato da Carrie Lam, fa seguito all’adozione da parte del Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo Cinese nell’estate scorsa della legge per la sicurezza nazionale di Hong Kong. Secondo i critici la nuova legislazione ridurrebbe le libertà che la Cina aveva assicurato dopo la fine del dominio coloniale inglese nel 1997.

Calcoli sbagliati

Nell’ultimo anno Hong Kong è stata scossa da proteste, con regolari scene di violenza nelle strade da parte degli attivisti anti-Pechino. “Se questi legislatori sperano di utilizzare le loro dimissioni per provocare un’opposizione radicale e nuove interferenze straniere, hanno sbagliato i calcoli”, ha detto un portavoce di Carrie Lam. Una risoluzione approvata nei giorni scorsi dal Comitato Permanente dell’Assemblea del Popolo prevede l’esclusione degli eletti al LegCo, ove supportino l’indipendenza di Hong Kong, rifiutino di riconoscere la sovranità della Cina, chiedano a forze straniere di interferire negli affari della città o minaccino in altri modi la sicurezza nazionale. Uno dei dimissionari, Wu Chi-wai, ha detto ai giornalisti che si è alla “fine” del principio “un paese, due sistemi” e che gli attivisti pro-democrazia, “non si arrendono”.

Collusione

Sui 70 seggi al LegCo al momento soltanto due restano a esponenti dell’opposizione, rispetto ai 21 precedenti. Pechino parla di una scelta “giusta e legittima”, che “contribuirà a porre fine alle turbolenze a Hong Kong” all’insegna del tanto peggio. I quattro esclusi sono ritenuti responsabili di collusione con forze straniere, di aver agito contro Hong Kong e contro la madrepatria e di aver “gravemente violato le regole etiche e gli obblighi morali”. “Hong Kong è Cina – nota in un commento l’agenzia ufficiale Xinhua – e gli organi del potere politico, incluso il LegCo, devono garantire che la pratica ‘un paese, due sistemi’ non venga piegata o distorta”. In caso contrario “la prosperità e la stabilità di Hong Kong, così come il benessere della sua popolazione, saranno minacciate e messe a repentaglio”.