Vaccino trasporto

Il coronavirus corre in tutto il mondo con una velocità sorprendente. Il vaccino quando sarà disponibile dovrà muoversi con altrettanta velocità. Per quello oggi in vantaggio nella sperimentazione esiste una grande questione logistica, legata alla “catena del freddo”. Il vaccino sviluppato dalla statunitense Pfizer e dalla tedesca BioNTech deve essere conservato a temperature di meno 70 gradi e, una volta scongelato, resiste solo per circa cinque giorni a temperature tra 2 e 8 gradi.

Dosi

Una risorsa che potrebbe annunciare l’inizio della fine della pandemia, ma che prima dovrà essere portato efficacemente nel mondo. Molti analisti ritengono che sarà disponibile negli Stati Uniti entro la fine dell’anno. E l’Europa seguirà a ruota. Già da ottobre Pfizer ha predisposto diverse centinaia di migliaia di dosi nello stabilimento di produzione a Puurs, in Belgio. E prevede di avere circa 100 milioni di dosi disponibili per la fine dell’anno e oltre 1 miliardo entro il 2021. L’UE ha finalizzato un accordo per acquistare circa 300 milioni di dosi del vaccino, che va somministrato in due volte, sufficienti per circa 150 milioni di persone.

Valigie termiche

La necessità del freddo estremo prevede speciali canali dalla produzione al consumo, che al momento però non esistono. Pfizer è corsa ai ripari sviluppando delle speciali “valigie termiche”, in grado di immagazzinare fino a 5 mila dosi di vaccino. Potranno mantenere, finché chiuse, i vaccini alla giusta temperatura per circa 10 giorni e potranno essere essere conservate a temperature di 15-25 gradi. L’utilizzo finale delle dosi dovrà avvenire quindi al massimo in 15 giorni, a meno che i centri vaccinali non possano conservarle a meno 70 gradi. In quel caso potrebbero durare per altri sei mesi.

Frigorifero

Ma “in nessuna parte del pianeta – ha notato Toby Peters dell’Università di Birmingham, specialista della tecnologia del freddo – esiste la capacità logistica di distribuire vaccini a questa temperatura e nei volume necessari senza investimenti massicci. Il problema è particolarmente acuto nel Sud del mondo, dove molti villaggi rurali non hanno nemmeno un frigorifero funzionante”. Nei paesi sviluppati anche se in modo non semplice, il problema potrà essere affrontato. Sia a Puurs sia a Kalamazoo, nel Michigan, Pfizer dispone di un’enorme capacità di stoccaggio a bassissime temperature. Di lì le speciali valige verranno trasportate negli aeroporti e le grandi aziende della logistica si stanno preparando. UPS ha costruito celle frigorifere nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti, mentre DHL ha aperto una nuova struttura a Indianapolis. Anche le compagnie aeree si stanno organizzando. Joachim von Winning, Ceo della Air Cargo Community, ha detto a Reuters che gli aerei cargo saranno pronti al trasporto speciale da marzo.

Non congelati

Resta forte la preoccupazione di T. Sundararaman, coordinatore del People’s Health Movement di Nuova Delhi, che a Bloomberg ha detto: “Vaccini a meno 70 gradi? In India non lo possiamo fare. Dimenticatevelo”. Più realistica diventa allora la speranza per altri tipi di vaccino in fase di sviluppo, molti dei quali hanno mostrato risultati promettenti negli studi in fase avanzata. Non richiedono la stessa tecnologia di conservazione e, anzi, alcuni potrebbero non aver bisogno di essere congelati.

(foto da sito www.ups.com/it)