(foto Amir Pashaei da it.wikipedia.org)

Il “padre della bomba iraniana”, lo scienziato nucleare Mohsen Fakhrizadeh, è rimasto vittima di una sparatoria ad Absard vicino a Teheran. Il fisico, 63 anni, era anche un componente di rango dei Pasdaran, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica e del settore logistico della Difesa. Il suo ruolo chiave nel programma nucleare dell’Iran era stato evidenziato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Secondo il ministero della Difesa iraniano: “Terroristi armati hanno preso di mira l’auto su cui viaggiava Fakhrizadeh. Nello scontro a fuoco tra i terroristi e le sue guardie del corpo, Fakhrizadeh è stato gravemente ferito e portato d’urgenza in ospedale. Sfortunatamente, gli sforzi dell’equipe medica per salvarlo non hanno avuto successo”.

Esplosione

L’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha riferito che la sparatoria è stata preceduta da un’esplosione. Secondo alcuni testimoni anche alcuni componenti del commando terrorista sarebbero rimasti uccisi. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha definito l’omicidio un “atto di terrore di Stato” e ha chiesto una condanna da parte della comunità internazionale. Tra il 2010 e il 2012 quattro scienziati nucleari iraniani sono stati uccisi e Teheran ha accusato Israele di complicità. Il comandante dei Pasdaran ha affermato che l’Iran vendicherà l’uccisione dello scienziato. Secondo documenti segreti ottenuti da Israele nel 2018, Fakhrizadeh ha guidato il programma che ha creato le armi nucleari iraniane.

Arricchito

Nel 2015 il New York Times lo ha paragonato a Julius Robert Oppenheimer, il fisico statunitense che ha diretto il “Progetto Manhattan” che, durante la Seconda Guerra mondiale, portò alla produzione delle prime atomiche. La notizia è giunta proprio mentre a livello internazionale più forti sono le preoccupazioni per le notevoli quantità di uranio arricchito che l’Iran sta producendo. L’uranio arricchito è una utilizzato in quantità ridotte sia per la generazione di energia nucleare civile, ma è decisivo per la realizzazione di armi nucleari. Nonostante le le denunce, in particolare di Stati Uniti e Israele, l’Iran insiste nel sostenere che il suo programma nucleare è attivo esclusivamente per scopi pacifici. L’uccisione del “padre della bomba” è la seconda quest’anno di un alto ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione. A gennaio il generale Qassem Soleimani, responsabile della forza Quds il reparto delle operazioni all’estero dei Pasdaran, era rimasto vittima di un attacco mirato da parte di un drone americano nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, in Iraq.