La sonda cinese “Chang’e 5” è giunta sulla Luna

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Luna missione cinese

‘Mission possible’ per la sonda spaziale cinese che rientrerà sulla Terra con campioni di suolo e roccia provenienti dalla Luna. Primo allunaggio dopo 40 anni. In rientro dallo spazio anche la sonda giapponese Hayabusa2

Allunaggio riuscito per la sonda cinese in missione per raccogliere frammenti di roccia e terra sulla Luna. Lo ha fatto sapere martedì l’Agenzia spaziale di Pechino. La navicella robotica, chiamata “Chang’e 5” dalla mitica dea cinese della Luna, trascorrerà due giorni sulla superficie del satellite terrestre, raccogliendo campioni guidata da remoto. È il primo tentativo di raccogliere rocce sulla Luna dagli anni ’70. Il braccio robotico della sonda raccoglierà le rocce in superficie e una trivella perforerà il terreno. I campioni, che dovrebbero pesare circa 2 chilogrammi, saranno sigillati in un contenitore speciale. È la prima missione sul satellite della Terra a livello mondiale dopo 40 anni. La Cina sarebbe il terzo paese a raccogliere campioni lunari dopo gli Stati Uniti e la Russia, all’epoca URSS. Gli astronauti statunitensi hanno riportato 382 chilogrammi di rocce e suolo tra il 1969 e il 1972 durante il programma Apollo, mentre l’Unione Sovietica ha raccolto 170,1 grammi di campioni nel 1976.

Campioni

Quando i campioni verranno riportati sulla Terra, gli scienziati saranno in grado di analizzare la struttura, le proprietà fisiche e la composizione del suolo lunare, ha affermato l’Agenzia spaziale cinese. La missione può aiutare a rispondere a diverse domande: per quanto tempo la Luna è rimasta vulcanicamente attiva e quando il suo campo magnetico – necessario per proteggere qualsiasi forma di vita dalle radiazioni solari – si è dissipato. Il razzo March-5 che trasportava la navicella spaziale Chang’e-5, è decollato dal sito di lancio di Wenchang sull’isola di Hainan, al largo della costa meridionale della Cina il 23 novembre. La sonda è allunata il 1 dicembre e il suo rientro è previsto tra il 16 e il 17 dicembre prossimi. La navicella è atterrata in un’area della Luna mai visitata in precedenza. Una pianura lavica nota come Oceanus Procellarum, o “Oceano delle Tempeste”. Questa grande macchia scura, che si estende per circa 2.900 chilometri di larghezza, potrebbe essere, secondo la NASA, la ‘cicatrice’ di un gigantesco impatto cosmico che ha creato un antico mare di magma. È la terza volta che una sonda lunare cinese è atterrata con successo sulla superficie della Luna, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Xinhua.

Missione

Una volta raccolti i campioni, sarà il momento del decollo di Chang’e-5. Il modulo di risalita si incontrerà con il modulo di servizio in orbita e insieme ricomporranno il veicolo spaziale che tornerà sulla Terra. Il rientro è previsto da qualche parte in Mongolia. Ma Chang’e-5 non è l’unica navicella che potrebbe portare polveri spaziali sulla Terra nel mese di dicembre. La sonda giapponese “Hayabusa2” (Falco pellegrino), che è stata nello spazio dal 2014, dovrebbe restituire un campione di materiale da un asteroide chiamato Ryugu questo fine settimana. L’atterraggio della sonda giapponese è atteso nel deserto australiano, precisamente nel sito di Woomera Prohibited Area. Hayabusa2 porterà polveri e frammenti di roccia dell’asteroide Ryugu. Si tratta di un asteroide Apollo la cui orbita è vicina a quella della Terra. Il suo nome è dedicato al palazzo Ryūgū-jō, dove le leggende narrano che risieda il dio drago del mare e dove sarebbe custodito un inestimabile tesoro. Le analisi dei materiali potrebbero fornire informazioni decisive sulla formazione del sistema solare e sulla nascita dei pianeti, Terra compresa. Dopo sei anni in orbita e un viaggio di circa 5,24 miliardi di chilometri la sonda riporterà a terra almeno 100 milligrammi di polveri raccolte sull’antico asteroide che si pensa abbia mantenuto inalterato parte del materiale originario del sistema solare, formatosi 4,5 miliardi di anni fa.

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