Israele, arrivano altre centinaia di falascià dall’Etiopia in fiamme

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Entro la fine di gennaio prossimo saranno circa 2 mila i falascià, gli ebrei etiopi, che arriveranno in Israele. L’Etiopia rischia di diventare la Jugoslavia d’Africa. La ribellione del Tigray contro il governo riformatore del premier, Abiy Ahmed, potrebbe portare a un conflitto inter-etnico tra i diversi popoli dell’Etiopia. L’Aliyah – l’immigrazione – dall’Etiopia in terra di Israele era cominciata nel 1984, durante la carestia e gli scontri armati contro il governo del “Negus rosso” Menghistu. Gerusalemme decise di favorire l’evacuazione dal Corno d’Africa degli ebrei etiopi con l’Operazione Mosè, organizzata da Shimon Peres.

Ponte aereo

Oltre 8 mila falascià giunsero con un ponte aereo in Israele. Negli anni successivi arrivarono le operazioni: Joshua, Solomon, Dove Wing e oggi la Rock of Israel. Complessivamente, tra immigrati e nati in Israele, gli israeliani di origine etiopica sono quasi 130 mila, circa il 2% della popolazione. Con i nuovi arrivi il governo di Gerusalemme ha mantenuto della promessa di riunire centinaia di famiglie. Dall’ultimo volo della Ethiopian Airlines sono scesi in oltre 300, sventolando bandierine israeliane e in tanti hanno baciato il suolo della Terra promessa. Sul volo c’era anche Pnina Tamano-Shata, la 39enne esponente del partito Blu e Bianco di Benny Gantz, diventata la prima ministra di origine falascià al dicastero dell’Immigrazione e integrazione. Oggi il governo nato sette mesi fa dall’accordo tra i rivali, Benjamin Netanyahu e Gantz, traballa fortemente e non viene escluso il rischio di nuove elezioni anticipate, le quinte in due anni con i due avversari sempre sul filo del pareggio.

Regina di Saba

In ogni caso, all’arrivo del nuovo gruppo di ebrei etiopi è stata festa. “Mia moglie Sara ed io eravamo lì con le lacrime agli occhi”, ha detto il primo ministro Netanyahu: “Questa è l’essenza della nostra storia ebraica, l’essenza della storia sionista”. Ma c’è chi come il gruppo “Struggle for Ethiopian Aliyah” sostiene che almeno 7 mila falascià siano rimasti in Etiopia: “Ancora una volta il governo ha deciso di imporre quote all’immigrazione. Celebra alcune centinaia di immigrati, mentre migliaia sono lasciati indietro, proprio quando il loro destino è in discussione”. Gli ebrei “neri” trarrebbero origine dalla fusione tra popolazioni autoctone africane e gli ebrei fuggiti in Egitto ai tempi della distruzione di Gerusalemme nel 587 a.C. Al confine tra storia e leggenda l’incontro tramandato dalla Bibbia tra Salomone, figlio di David e suo successore sul trono d’Israele, e la regina di Saba, originaria del Corno d’Africa. Ma proprio questo incontro leggendario se ha fatto parlare alcuni studiosi del ritrovamento di una delle tribù perdute di Israele, ha invece creato problemi con l’ebraismo ortodosso. Infatti, secondo l’ebraismo rabbinico tradizionale l’ebraicità viene trasmessa in linea femminile e la regina di Saba non era ebrea.

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