Conte Confagricoltura

Giuseppe Conte si gioca tutto nelle prossime 48 ore: mercoledì il Parlamento vota sulla riforma del MES, il fondo salva-stati, e sempre mercoledì un nuovo Consiglio dei ministri – dopo quello abortito la notta scorsa – dovrebbe dare il via negli auspici di palazzo Chigi alla ‘cabina di regia’ (la piramide ipotizzata dal premier) per l’utilizzo dei 209 miliardi del Recovery Fund. Stanotte il partito di Renzi ha preso cappello ed ha abbandonato la riunione definendo “inaccettabile” il fatto di aver ricevuto dalle mani di Conte il progetto di Recovery plan solo all’ultimo secondo: “Iv non voterà al buio” ha minacciato Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva.

Se il premier riuscirà a superare il doppio ostacolo dovuto alle lacerazioni emerse tra i partiti della sua maggioranza, il pericolo di una crisi determinata da un voto sfavorevole alle Camere sul Mes sarà superato e Conte potrà recarsi il giorno dopo, giovedì 10, al vertice europeo di Bruxelles forte del sostegno del Parlamento agli obiettivi del suo governo. Altrimenti si apriranno scenari inquietanti con sullo sfondo, in piena crisi pandemica, anche l’ipotesi di elezioni. Ma in queste ore a palazzo Chigi – dopo la sorpresa per l’uscita polemica dei renziani – è tutto un lavorio per ricomporre gli strappi tra Conte e i partiti della sua maggioranza e all’interno degli stessi partiti che sostengono il governo, con i Cinquestelle lacerati proprio sul Mes.

Pontieri al lavoro dunque non solo per placare l’ira di Renzi sulla ‘cabina di regia’ del Recovery plan (e sul Mes inviso ad una buona fetta del M5s) ma anche per convincere il Pd a smettere di strattonare il premier: i dem infatti non sono stati per niente teneri nè con Conte, invitato “a non tirare a campare”, né con i pentastellati spaccati sul fondo salva-stati. Secondo alcune voci la schiera dei grillini contrari alla riforma si sarebbe assottigliata da 60 a 40 parlamentari, un numero comunque sempre sufficiente a mettere in crisi il governo nel voto al Senato: di qui la minaccia di Di Maio ai suoi recalcitranti: “Chi vota no al Mes vota contro il governo e se ne assumerà la responsabilità…”. L’altro punto di frizione tra i partiti di governo è sull’accesso ai fondi del Mes vincolati alla spesa sanitaria (37 miliardi): M5s contrario, Pd e Iv a favore.

Ecco perché mercoledì, tra il voto in Parlamento sul Mes e il Cdm sul Recovery plan, Conte si gioca tutto. Intanto cominciano a circolare indiscrezioni sulle suddivisione delle risorse del Recovery plan. Secondo l’Ansa che ha visionato una bozza del piano ammonterebbero a 196 i miliardi che il governo metterà per le sei macro-aree del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Alla digitalizzazione e innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, all’area “rivoluzione verde e transizione ecologica” andranno 74,3 miliardi, al settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi. Il capitolo “istruzione e ricerca” può contare su 19,2 miliardi, quello sulla Parità di genere su 17,1 miliardi, secondo la bozza. L’area sanità, infine, conterà su 9 miliardi.