Pechino alza la grande muraglia contro l’app americana TripAdvisor

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Il tira e molla tra la Cina e Trump mette a dura prova il mercato delle app. Nella nuova ‘guerra fredda’ tra i due Paesi, questa volta il blocco è toccato a TripAdvisor, il più grande sito di viaggi al mondo

In Cina Tripadvisor e altre app non sono più di gradimento. Pechino ha rimosso 105 app dai suoi app store, come parte di una campagna per sbarazzarsi di contenuti legati a pornografia, prostituzione, gioco d’azzardo e violenza. La maggior parte delle app vietate sono cinesi, ma nell’elenco è inclusa anche l’app di viaggi statunitense, TripAdvisor. Secondo la Cyberspace Administration of China (CAC) le app avrebbero violato almeno una delle leggi sul mondo web, che raccolgono le disposizioni in materia di privacy e sicurezza del Paese asiatico. Il provvedimento in cui è incappata anche l’app di viaggi più famosa del mondo, giunge proprio quando un secondo tribunale statunitense si è pronunciato contro il provvedimento di Trump sul divieto dell’utilizzo della cinese TikTok negli USA. Il giudice distrettuale del tribunale di Washington, Carl Nichols, ha affermato che il presidente Trump ha esagerato con la sua autorità quando ha tentato di vietare l’app di condivisione video cinese per motivi di sicurezza.

Tensioni

Certo è che negli ultimi mesi le tensioni tra Stati Uniti e Cina si sono moltiplicate nel cyber-spazio. Quando il divieto di TikTok è stato annunciato dal presidente Trump in estate, le autorità cinesi hanno accusato gli Stati Uniti di bullismo e hanno affermato che avrebbero preso le “misure necessarie” per salvaguardare gli interessi delle proprie aziende. Internet rimane uno dei punti centrali della disputa tra i due Stati e sarà interessante vedere che cosa succederà quando la nuova amministrazione Biden sarà operativa. Per ora la regolamentazione del web da parte della Cyberspace Administration of China è fortemente restrittiva e le aziende statunitensi tra le quali Google, Facebook e Twitter sono tutt’ora bloccate. TripAdvisor ha allargato il proprio mercato asiatico a partire dalla Cina nel 2015. Il sito di viaggi più grande del mondo ha prodotto anche un marchio globale in cinese – Mao Tu Ying (猫 途 鹰) – e una app mobile per la Cina per servire al meglio i viaggiatori in uscita dalla Cina continentale, ma anche utenti di Hong Kong e Taiwan. Così come i nativi cinesi della diaspora, che vivono e studiano in tutto il mondo. Il mercato cinese ha evidentemente una portata strategica da sempre per il colosso americano dei viaggi sul web. E se la decisione delle autorità di Pechino non rientrasse presto, sarebbe un duro colpo per TripAdvisor.

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