La Cina già nel dopo Covid. Boom commercio al dettaglio. Domande?

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A un anno dall’esplosione della pandemia, la Cina sembra fuori dal Covid. Il paese da 1 miliardo e 400 milioni di abitanti non ha avuto la seconda ondata (di terza neanche a parlarne), tiene sotto controllo gli ormai pochissimi contagi e vede la sua economia rifiorire. Prendere esempio potrebbe voler dire chiedere troppo. Ma almeno qualche domanda chi non abbia la testa obnubilata dal pregiudizio potrebbe magari cominciare a porsela. O no? A novembre i principali indicatori economici della Cina, riferisce l’agenzia di stampa Xinhua, hanno mostrato un rafforzamento della ripresa. Indicano un trend di crescita da primato mondiale, con i consumi – segnalati soprattutto dal boom del commercio al dettaglio – e gli investimenti che tornano gradualmente ai livelli normali.

Impennata

Il commercio al dettaglio, in totale affanno dalle nostre parti, ha fatto registrare un aumento delle vendite del 5% su base annua. Una vera e propria impennata, da quando il principale indicatore dei consumi ha registrato la sua prima crescita positiva post lockdown nell’agosto di quest’anno. Roba da rimanere a occhi sgranati. Il commercio al dettaglio in Cina scoppia di salute, mentre i nostri commercianti agonizzano. Wen Bin, capo analista della China Minsheng Bank, ha attribuito la ripresa economica all’accelerazione della produzione e all’aumento della domanda. “C’è ancora un ampio margine di miglioramento – assicura -. L’aumento della domanda di consumo è fondamentale per la futura ripresa economica del paese”. Un impegno quello a sostenere la strategia di espansione della domanda interna ribadito dall’Ufficio politico del Partito comunista cinese.

Potenziale

Dai dati economici, ha rimarcato il portavoce del National Bureau of Statistics of China (NBS), Fu Linghui, “la ripresa ha dimostrato pienamente la forte resilienza e il potenziale dell’economia” cinese, anche di fronte a un impatto devastante come quello del Covid-19. I principali indicatori di novembre lasciano prevedere una crescita economica più rapida nel quarto trimestre, con la produzione e la domanda che continuano a salire costantemente. “La Cina dovrebbe diventare l’unica grande economia del mondo a raggiungere una crescita positiva nel 2020”, ha detto Fu. Nel terzo trimestre dell’anno una crescita robusta del PIL del 4,9% anno, riporta in positivo il tasso allo 0,7% nei primi nove mesi dell’anno. Bisogna ricordare che nel primo trimestre il Paese del Dragone aveva pagato un pesante pedaggio alla pandemia con una contrazione del PIL pari al -6,8%. I numeri hanno portato il Fondo monetario internazionale (FMI) a modificare le stime sulla Cina nell’ultimo rapporto del World Economic Outlook pubblicato a ottobre. Alla fine nel 2020 l’economia cinese crescerà dell’1,9%. In percentuale 0,9 punti in più rispetto alle previsioni di giugno dello stesso FMI.

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