Vaccino minuto per minuto. In Italia prima un’infermiera. Negli Usa in tv dopo Biden tocca a Fauci

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(foto di Marco Verch da Flickr)

Sarà un’infermiera dell’ospedale Spallanzani di Roma la prima vaccinata in Italia con il Pfizer/BioNTech. Negli Stati Uniti il neo eletto presidente, Joe Biden, ha ricevuto in diretta tv la prima dose del vaccino tedesco-americano. Il guru degli immunologi a stelle e strisce, Anthony Fauci, sempre di fronte alle telecamere si è vaccinato con una dose di Moderna. Domenica 27 dicembre, giornata del Vaccino-Day, comunica la direzione dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive, Lazzaro Spallanzani, “saranno somministrati i primi cinque vaccini anti-Covid ad altrettanti dipendenti dell’Istituto e precisamente: una infermiera, un operatore socio sanitario (OSS), una ricercatrice e due medici”.

Militari

In Italia saranno i militari a distribuire le dosi del vaccino Pfizer/BioNTech, “che giungeranno dal 24, ai 21 siti nazionali”. Lo ha detto il generale Luciano Portolano, comandante del Comando operativo di vertice interforze (COI), in occasione degli auguri per le festività da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quest’anno ci sono stati collegamenti con le missioni militari all’estero e con alcune località italiane dove i militari sono impegnati in attività di sostegno all’emergenza sanitaria. Mattarella ha sottolineato: “La Difesa ha messo a disposizione del nostro Paese le risorse della sanità militare: strutture per la quarantena, ospedali da campo, impianti di produzione, mezzi logistici, velivoli per il trasporto e l’evacuazione medica in alto bíocontenimento”. Il Presidente ha aggiunto: “Gli italiani apprezzano l’impegno gravoso delle Forze armate nell’ambito dello sforzo comune per affrontare l’emergenza sanitaria sul territorio nazionale. Un ruolo prezioso e determinante sarà ricoperto dalle articolazioni della Difesa anche nelle attività fondamentali connesse alla gestione della campagna vaccinale in concorso con il Servizio sanitario nazionale”. Inoltre ha rimarcato il Capo dello Stato: “Le unità operative dispiegate nell’ambito dell’operazione ‘Strade sicure’ hanno rafforzato il dispositivo per fornire sicurezza alle zone sensibili e altre unità sono state impiegate per distribuire dispositivi di protezione, derrate alimentari alla popolazione e per sanificare gli ambienti”.

Milioni

Il presidente del consiglio superiore della Sanità, Franco Locatelli, ha rilevato come dopo il via libero europeo dell’EMA, “tra il 30 dicembre e il 4 gennaio dovremmo avere in arrivo nei circa 300 siti regionali 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di persone tra operatori sanitari e ospiti di Rsa”. Inoltre, nei prossimi nove mesi è previsto “l’arrivo di quasi 27 milioni di dosi” del Pfizer/BioNTech. “Da Moderna, il cui vaccino dovrebbe essere approvato il 9 gennaio, dovremmo avere 10,8 milioni di dosi sempre nei primi nove mesi. Avremo poi a disposizione con tempistiche da definire dosi anche di altri vaccini”. L’obiettivo, ha detto a La Stampa la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, è di arrivare a una copertura “attorno al 70% della popolazione. Parliamo di ottobre se tutto va bene. Ma quando saremo a 15-20 milioni di vaccinati” sarà “già a un livello importante, che permetterà di dare più ossigeno al paese”.

Feti

Secondo un’indagine coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella popolazione adulta “la disponibilità a vaccinarsi sembra elevata”, intorno al 67%. Intanto giunge anche il via libera delle Chiesa cattolica, dopo le polemiche sull’eticità dei vaccini sviluppati con linee cellulari provenienti da tessuti ottenuti da due feti abortiti non spontaneamente negli anni Sessanta del secolo scorso. La Congregazione per la Dottrina della Fede in una nota approvata esplicitamente da Papa Francesco afferma: “Si possono usare tutte le vaccinazioni riconosciute come clinicamente sicure ed efficaci, con coscienza certa che il ricorso a tali vaccini non significhi una cooperazione formale all’aborto dal quale derivano le cellule con cui i vaccini sono stati prodotti”. Quanto ai nostri connazionali rimasti bloccati in Gran Bretagna, dopo le notizie sul nuovo ceppo del virus particolarmente contagioso sviluppatosi nel Regno Unito, la Farnesina ha annunciato che potranno fare rientro solo i cittadini residenti in Italia o coloro che sono in condizioni di criticità e urgenza. Tutti dovranno sottoporsi a tampone prima della partenza e dopo l’arrivo e una volta in Italia a quarantena di 14 giorni.

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