Melania e i figli di Trump indifferenti ai fatti di Washington. Rispunta l’avvocato Cohen, collaborerà alle indagini

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Melania Trump
(foto account facebook The White House)

Mentre gli estremisti di destra giurano di voler tornare a Washington per l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, Melania Trump e i figli del presidente evitano i riflettori dopo uno dei giorni più bui per la democrazia americana. L’ex avvocato del tycoon ha iniziato a collaborare con i funzionari che stanno indagando sulle responsabilità di ‘Mr President’ e sulla famiglia più in vista d’America

Mentre migliaia di sostenitori pro-Trump si riversavano a Washington, DC nel giorno dell’Epifania, la first lady Melania Trump stava facendo un servizio fotografico alla Casa Bianca, dove sono state scattate foto di tappeti e altri mobili, poiché la first lady ha espresso il proprio desiderio di scrivere un libro sugli oggetti decorativi che ha accumulato e restaurato durante la sua permanenza alla Casa Bianca. Sia i media, inclusa la CNN, sia i membri del suo staff intanto le chiedevano se avesse intenzione di twittare una dichiarazione di incitamento alla calma per fermare la violenza – qualcosa che aveva già fatto più di una volta durante le proteste seguite all’uccisione di George Floyd. Invece la first lady ha continuato a supervisionare il servizio fotografico senza curarsi di quello che stava succedendo a pochi passi da lei. “Il suo disinteresse nel rivolgersi al paese è indicativo”, ha suggerito una fonte della Casa Bianca alla CNN, e ha aggiunto, “semplicemente non vuole più essere coinvolta mentalmente o emotivamente”.

Silenzio stampa

Ma alla Casa Bianca c’è anche chi ha avuto problemi di coscienza. Mercoledì sera, due delle sue prime assunte dalla first lady, cioè il capo del personale Stephanie Grisham e Anna Cristina “Rickie” Niceta, segretaria per gli eventi della Casa Bianca, hanno presentato le loro dimissioni, con effetto immediato dopo i disordini. Si è tanto parlato dell’influenza positiva che esercita Melania sul marito, ma in questo frangente così delicato è stata la moderata figlia newyorkese di Donald, Ivanka a chiedere al padre di fare una dichiarazione per far cessare le violenze. Ma non prima di aver inviato il suo tweet, in cui definiva i rivoltosi del Campidoglio come “patrioti americani”. Nei giorni successivi i media hanno contattato più volte l’ala est della Casa Bianca per chiedere un commento sui pensieri della first lady sugli eventi di mercoledì, ma le loro richieste non hanno avuto risposta.

Indagini ufficiali

Intanto altri guai in arrivo per il tycoon e famiglia. L’ex avvocato e fedelissimo consigliere di Trump, Michael Cohen, ha dichiarato in un tweet che sta collaborando con i funzionari che indagano. “Mi è stato chiesto di collaborare e ho accettato. Diverse agenzie governative vogliono una testimonianza sul comportamento illecito di Trump e della Trump Family”, ha scritto Cohen. “Lo sto facendo in gran parte, perché il presidente insieme alla sua famiglia ha tentato, e fortunatamente ha fallito, di distruggere la democrazia americana”. Cohen, che ha lavorato per Trump per anni come suo avvocato personale, dal 2019 sta scontando una condanna a tre anni di carcere per crimini finanziari e per aver mentito al Congresso. È stato rilasciato a luglio e posto agli arresti domiciliari per evitare che potesse contrarre il Coronavirus in carcere. Negli ultimi anni, Cohen ha attaccato il suo ex capo su tutti i media, definendolo un “truffatore” e “un imbroglione” anche durante una drammatica testimonianza al Congresso nel 2019. Ha scritto il libro di memorie “Disloyal, a Memoir”, la sua testimonianza degli anni passati a lavorare per l’uomo più potente degli Stati Uniti d’America.

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