421-2021: Venezia festeggia 1600 anni di vita con la tecnologia

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(foto da pixabay.com)

Oggi Venezia è considerata la città fondamentale per studiare le conseguenze dei cambiamenti climatici globali, grazie alla costruzione del Mose e di un sistema di monitoraggio di persone e mezzi di trasporto all’avanguardia

A metà del 400 ci fu il primo insediamento a Venezia, un’isoletta un po’ più estesa delle altre. Anno 2021: Venezia festeggia 1600 anni dalla fondazione. E Covid-19 permettendo, ci saranno eventi e celebrazioni che arriveranno anche oltre confine, cioè fino alle terre del Cadore, regione legata da sempre alla Repubblica marinara. Il compleanno è importante in un periodo così difficile che ha messo a repentaglio non solo la salute fisica della gente, ma anche la struttura socio-economica di molte città turistiche. E Venezia è la città del turismo per eccellenza. La potente Repubblica marinara conosciuta come La Serenissima oggi tanto serena non è. Il numero dei visitatori è stato quasi azzerato dalla pandemia. Una città di appena 50 mila abitanti è praticamente vuota senza visitatori. E se prima erano perfino troppi, adesso sono troppo pochi. Ma la città che sorge dalle acque ha messo in piedi un ultra moderno sistema tecnologico per risorgere dopo la pandemia.

Control room

Prima che il Covid-19 colpisse, i turisti arrivavano in numero spesso ingestibile, soffocando le strade principali e riempiendo i vaporetti. Le autorità avevano tentato varie misure, dall’introduzione di linee separate per i residenti alle principali fermate del vaporetto, all’introduzione di tornelli che avrebbero filtrato i turisti nei giorni di punta. Una prevista “tassa di ingresso”, che avrebbe dovuto debuttare nel 2020, è stata posticipata a gennaio 2022, a causa della pandemia. Oltre a controllare il numero di visitatori, le autorità hanno compreso che sarebbe stato fondamentale monitorare il turismo stesso. Non solo registrando gli ospiti durante la notte ma, in una città in cui la stragrande maggioranza dei visitatori sono giornalieri, contando esattamente quelli che sono in città, come si muovono e dove vanno. Sull’isola del Tronchetto, accanto al ponte che separa Venezia dalla terraferma, è stata inaugurata nel settembre 2020 la ‘Control Room’. Ex magazzino abbandonato dagli anni Sessanta, fa parte di una nuova sede della polizia cittadina – una “torre di controllo” per la città. L’edificio ha uffici per il sindaco e alti funzionari comunali e non, e una grande sala high tech con telecamere che trasmettono immagini da tutta la città, sorvegliate dalla polizia. Fin qui tutto normale.

Schermi

Ma poi, dall’altra parte del corridoio, c’è la Smart Control Room, un’altra aula piena di schermi con immagini e informazioni provenienti dal vivo da tutta la laguna. Questi dati vengono monitorati anche dall’anticrimine. Forniscono informazioni alle autorità che creeranno un profilo delle orde di persone che visitano Venezia. La speranza è che la raccolta delle informazioni non solo tenga traccia dei passaggi di gente ogni giorno, consentendo alle autorità di attivare i tornelli e iniziare a far pagare l’ingresso nei giorni di punta. La speranza è che i dati contribuiranno a creare un piano turistico più sostenibile per il futuro. Questo grande impianto tecnologico che fa da ‘cervello pensante’ della città è in grado di contare quante persone sono presenti in tempo reale in ogni angolo di Venezia e permette di sapere anche da quale paese tutti loro provengono.

Monitoraggio

Anche il monitoraggio del traffico dei trasporti è stato potenziato e c’è ancora lavoro da fare. Vaporetti pubblici, barche che consegnano merci, taxi, residenti che sfrecciano nei canali con le loro barche private e, naturalmente, le famose gondole. Tutti loro spintonano per lo spazio sul Canal Grande, e senza corsie designate, è uno spazio libero per tutti. Ma così il traffico diventa spesso caotico e a volte anche pericoloso. Il nuovo sistema non solo registra cosa sta succedendo; analizza il traffico, riconoscendo i diversi tipi di imbarcazioni, dalla gondola ai taxi acquei e i motoscafi privati. Regola anche gli orari dei trasporti pubblici, registrando se un vaporetto è in ritardo e, in tal caso, di quanti minuti. La sala di controllo sa anche quante barche passano sotto il ponte di Piazzale Roma, il principale punto di accesso alla città.

Pedoni

Tuttavia, sono i numeri dei pedoni che interessano di più le autorità che osservano i modelli turistici. Il sistema non solo conta i visitatori in prossimità delle telecamere poste in giro per la città, ma, in collaborazione con TIM analizza chi sono e da dove provengono. Quindi il sistema è in grado di controllare anche i telefoni. Quest’inverno prima che il Veneto entrasse in un altro semi-loco down, ad esempio, 13.628 persone sono entrate a Venezia e 8.548 sono uscite. In una giornata tipo dopo le 7 del mattino, 1.688 persone arrivano a Piazzale Roma (la porta della città su strada e tram), si tratta dei pendolari. Poi arrivano i turisti. Contare i visitatori giornalieri e monitorare che tipo di visite preferiscono e quali monumenti o eventi prediligono o quali strade prendono, potrebbe essere cruciale per una città che ha dovuto chiudere le sue arterie principali nei periodi di punta nel tentativo di far sparpagliare le persone in tutta la città. Gli assembramenti a Venezia non erano graditi nemmeno in era pre-Covid. Come afferma Valeria Duflot, co-fondatrice di Venezia Autentica – un’impresa sociale online che si occupa di turismo sostenibile -: “Il problema non è che Venezia ha troppi visitatori. Il problema è che tutti i visitatori vanno negli stessi due luoghi: Piazza San Marco e il Ponte di Rialto “.

Sistema

Mentre gli italiani vengono registrati in base alla regione in cui vivono, i dati sugli stranieri, vengono scomposti. I dati sulla provenienza si basano su dove è registrato il loro cellulare, quindi molto probabilmente il loro paese di origine. I visitatori poi vengono riportati uno per uno su un mappa della città – una rappresentazione grafica del sovraffollamento in tempo reale, con colori che vanno dal bianco al rosso man mano che i numeri aumentano. Oggi si sa che il 36% dei visitatori stranieri è tedesco, seguito da svizzeri (16%) e inglesi (13% – dato precedente alla nuova variante virale di Londra che ha visto i viaggiatori britannici banditi dall’Italia). Solo l’1,312% dei visitatori proviene dagli Stati Uniti, un dato che sorprende visto che i viaggiatori americani sono anch’essi bloccati dall’Unione Europea a causa della pandemia. C’è molto di più che le autorità tengono sotto controllo: ad esempio la velocità con cui le persone si muovono in luoghi come Piazza San Marco. Un indice che farebbe capire se c’è bisogno di far alzare le barriere del Mose contro l’acqua alta. La costruzione del sistema ha richiesto tre anni, a un costo di 3 milioni di euro. E sebbene alcuni potrebbero criticare le implicazioni sulla privacy (anche se non vengano registrati dati personali, infatti la provenienza delle persone viene essenzialmente registrata mentre la gente si sposta per la città), le autorità sono molto orgogliose della nuova Control room. Nel 2021, Venezia festeggia il suo 1.600esimo anniversario con la tecnologia.

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