Conte alla Camera lunedì e al Senato martedì per la fiducia. La prima volta nella storia della Repubblica

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Allora alea iacta est. Era preventivabile, Conte non si arrende e andrà alla Camera lunedì e poi il giorno successivo al Senato per parlamentarizzare la crisi oppure ottenere la fiducia che al termine del suo discorso chiederà. È la prima volta nella storia della Repubblica che un governo senza maggioranza precostituita va alle Camere senza una precisa richiesta del Capo dello Stato. La prassi istituzionale in situazioni del genere è sempre stata quella che vedeva il premier del governo in crisi recarsi al Quirinale per rassegnare le dimissioni. A quel punto era il Presidente della Repubblica a decidere se rinviare lui il governo alle Camere, sempre dopo avere accettato le dimissioni con riserva. Ora è caccia ai responsabili, costruttori o voltagabbana attaccati più al lauto stipendio che alla stessa poltrona. Renzi vorrebbe un governo istituzionale che arrivi fino alla fine della legislatura. Un esecutivo con tutti, o quasi dentro, ma senza Conte. Magari guidato dall’attuale ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Una donna per la prima volta a palazzo Chigi. Ma la soluzione non sembra essere troppo gradita a Mattarella, che preferirebbe restare nell’ambito del centrosinistra almeno fino alla elezione del prossimo inquilino del Colle. Il centrodestra per ora sembra propenso ad elezioni, pur non escludendo la partecipazione ad un governo di scopo. Il problema di fondo è che si possa andare incontro a un grande pasticcio, e chi rischia di più è il Pd attuale asse trainante della coalizione che, in caso di insuccesso, potrebbe potrebbe pagare il prezzo maggiore, con un M5s in affanno ed in crisi di identità.

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