Australian Open, 47 tennisti in quarantena perché volare non è sicuro

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(foto account facebook tennis24)

Torneo a rischio a Melbourne per 47 giocatori che rimarranno in quarantena senza potersi allenare, dopo aver volato in aereo con persone positive al Covid-19. Il caso Australian Open pone in risalto la problematica legata ai test e ai viaggi in sicurezza

Il Covid-19 non risparmia il tennis e gli aerei dimostrano di essere un posto molto meno sicuro di un’aula scolastica. Vittime illustri di una situazione surreale sono ben 47 tennisti che hanno raggiunto Melbourne per gli Australian Open, che si terranno dal’8 al 21 febbraio 2021. Gli atleti hanno volato dagli Stati Uniti e da Abu Dhabi su due voli con personale di bordo e altri passeggeri risultati positivi al Coronavirus. I tennisti coinvolti, i cui test sono però negativi, ora si trovano in quarantena in hotel. Ben 14 giorni di stop, lontani da casa senza potersi nemmeno allenare. Un colpo che non ci voleva per gli organizzatori del primo torneo del Grande Slam del nuovo anno. Craig Tiley, direttore dell’Australian Open Tournament ha dichiarato: “Stiamo comunicando con tutti i passeggeri di questi voli e, in particolare, con il gruppo di giocatori in quarantena per garantire che le loro esigenze siano soddisfatte il più possibile. Il nostro pensiero va alle persone che sono risultate positive e auguriamo loro buona guarigione”.

Diagnosi

Nonostante i voli charter fossero stati limitati al 25% della loro capienza e nonostante tutti fossero stati testati contro il Covid-19 72 ore prima dell’imbarco, un passeggero non giocatore e un assistente di volo, sono risultati ugualmente positivi al virus. Tutti i 47 giocatori interessati non potranno lasciare le loro stanze d’albergo per il periodo di 14 giorni e fino a quando non saranno stati autorizzati dal punto di vista medico. Non saranno ammessi agli allenamenti nemmeno in bolla nel periodo di quarantena. Se volevano arrivare in anticipo in Australia per acclimatarsi e allenarsi, per ora purtroppo i 47 malcapitati potranno abituarsi solo al fuso orario. Un incidente che, come dicono i diretti interessati, metterà a repentaglio le loro performance nel torneo. Questi fatti hanno posto di nuovo i riflettori sulla velocità con cui il virus si diffonde e la difficoltà degli strumenti a nostra disposizione per la sua individuazione in tempo reale.

Sicurezza in volo

Nonostante tutte le compagnie aeree abbiano adeguato i propri standard alle nuove norme sanitarie anti-contagio, gli aerei non sono luoghi sicuri. Se la permanenza a bordo è lunga, anche se il ricambio di aria avviene ogni tre minuti come da protocollo, la possibilità di scambiarsi il virus tra passeggeri e/o con il personale di volo è altissima. La cabina è un ambiente chiuso e il virus viaggia veloce tramite le droplet, le famose goccioline vettore della malattia con l’effetto aerosol. Gli esperti consigliano di spezzettare il volo in più tappe. Un problema per chi deve volare verso l’Australia. Il volo che proveniva da Abu Dhabi ci ha messo 14 ore ad arrivare a Melbourne, infinitamente troppe per chi ha viaggiato con un positivo a bordo. Ora bisogna sperare che oltre alla quarantena i tennisti non siano stati contagiati in volo a causa della lunga permanenza con persone infette nello stesso ambiente chiuso. Il CDC (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive statunitense) nel novembre 2020 ha studiato il caso di quattro persone con infezione da Coronavirus, che avevano viaggiato sullo stesso volo da Boston a Hong Kong. Le sequenze genetiche del virus sono risultate identiche e appartenenti a un ceppo non precedentemente identificato in Cina, il che suggerisce fortemente che il virus sia stato trasmesso durante il viaggio aereo.

Sconforto

Secondo la CNN il giocatore francese Alize Cornet, che è a Melbourne, ma non era su nessuno dei due aerei, ha descritto la situazione come “folle”. Perché presto, metà dei giocatori del circuito dovrà effettivamente isolarsi e settimane e settimane di pratica e duro lavoro andranno sprecate per una persona positiva al Covid in un aereo per tre quarti vuoto. La numero 71 del mondo Sorana Cirstea ha detto di aver compreso la necessità di mettersi in quarantena, ma che non essere in grado di allenarsi influenzerà negativamente la sua capacità di competere efficacemente agli Australian Open. “Non possiamo competere dopo essere stati 14 giorni su un divano. Questo è il problema, non la quarantena in sé”, ha dichiarato l’atleta. Nel frattempo non sono mancati altri colpi di scena. Yulia Putintseva ha pubblicato su Twitter un video di un topo nella sua stanza d’albergo. “Sto provando a cambiare la stanza già da 2 ore – ha twittato sconcertata la numero 28 del tennis mondiale -. Nessuno è venuto ad aiutarmi a causa della situazione di quarantena”.

Partecipazione in forse

Sembra che nessuno degli organizzatori abbia spiegato in anticipo agli atleti che se una sola persona fosse risultata positiva al test anti-Covid a bordo di un aereo, tutti i passeggeri del volo sarebbero stati messi in quarantena. Inizialmente previsto per il mese di gennaio, l’Australian Open è stato riprogrammato dall’8 al 21 febbraio a causa delle preoccupazioni sulla situazione pandemica da Covid-19. Mentre la maggior parte dei giocatori più forti del circuito è andata direttamente a Melbourne, altri super campioni come Novak Djokovic, Rafael Nadal e Serena Williams sono volati ad Adelaide. Dove per ora sembra che nessuno abbia riscontrato infezioni da Coronavirus. Prima degli sviluppi di sabato, gli organizzatori del torneo avevano detto che i giocatori sarebbero stati sottoposti a un programma di test più rigoroso rispetto alla maggior parte dei viaggiatori. Tutti coloro che arrivano in Australia devono subire una quarantena di 14 giorni, ma possono uscire per cinque ore al giorno per allenarsi in rigide bolle biologiche prima di una serie di tornei di riscaldamento nella settimana che precede il Grande Slam a Melbourne. Ma i 47 giocatori che hanno viaggiato sui due voli ‘incriminati’ dovranno rimanere completamente isolati e non potranno prepararsi adeguatamente al primo grande Slam della stagione tennistica 2021.

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