La riapertura dei licei in zona arancione è davvero una buona idea?

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(foto pixabay)

Facciamo l’esempio del Lazio che da domenica è zona arancione. I liceali pronti a tornare in classe quando i contagi stanno aumentando in tutta la regione, motivo per il quale le scuole erano state – purtroppo – chiuse

La coerenza prima di tutto: da domenica 17 gennaio il Lazio passa da zona gialla a zona arancione, perché l’indice dei contagi è superiore a 1. Bene, anzi no male, ma è giusto che aumentino le restrizioni con l’aumento delle infezioni da Sars-Cov2. Ma allora perché riaprono le scuole proprio il giorno dopo che il Lazio è diventata zona arancione? Già è strano che si possa uscire di casa una volta sola al giorno e solo nel proprio comune per andare a trovare dei parenti mentre le scuole dell’infanzia, le elementari e tutte le medie rimangono aperte in zona arancione. Così infatti i controlli delle forze dell’ordine che dovrebbero essere più serrati sono inutili perché come minimo un genitore uscirà due volte al giorno per portare i figlio minori a scuola e andarli a riprendere. Poi chi fa sport (purché all’aperto, oppure al chiuso ma solo agonistico) può continuare a stare in giro tutto il giorno. Certamente i bar saranno chiusi quindi non ci sarà nessun luogo dove si potrà fare assembramento. A parte le piazzette davanti alle scuole, i circoli sportivi e le proprie case o quelle dei propri cari dove tutti si potranno recare comunque più volte al giorno nonostante le restrizioni visto che con i figli in giro o per lavoro o per motivi di salute o per andare a fare la spesa, tutti potranno muoversi lo stesso.

Smog e trasporti

Tornando alle scuole da domani anche nel Lazio (che è  zona arancione) i liceali rientrano in classe al 50%. E sarebbe una gran bella notizia se i contagi non fossero in salita. Per fare l’esempio di Roma, la capitale, ci sarà di nuovo il problema dei trasporti. Il Comune assicura che sono stati potenziati per l’occasione. Bene. Ma la Raggi ha deciso che con il freddo polare di questi giorni, la neve alle porte della città e la pioggia dove non nevica, anche lunedì 18 ci sarà il blocco del traffico per lo smog. Quindi in teoria meno automobili in giro per la città nel primo giorno di scuola delle superiori in cui i genitori si devono riorganizzare per far arrivare i figli a scuola. Per evitare contagi da assembramento chi di loro ne ha la possibilità cercherà di utilizzare la propria auto per il trasporto evitando l’autobus affollato nell’ora di punta. Ma non tutti potranno perché le auto che inquinano di più rimarranno a casa in uno dei rari mesi e dei rari giorni in cui c’è comunque meno traffico per la città per via dell’adozione dell’home working, degli orari diversi in cui possono o non possono aprire i negozi non essenziali e perché i ragazzi ricominceranno la scuola al 50%. Invece sarebbe proprio fondamentale (più dell’emergenza smog) preoccuparsi di non aumentare i contagi a causa delle problematiche legate ai trasporti. E poi se i contagi aumenteranno nelle settimane dopo la riapertura delle scuole il Lazio (così come altre regione italiane) da zona arancione passerebbe a zona rossa e allora chiuderebbero di nuovo le superiori ma anche tutte le altre scuole di ogni ordine e grado che grazie al cielo e alle misure di distanziamento sociale sono rimaste aperte sino ad ora.

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