Cannolo siciliano
(foto sito La Cannoleria siciliana)

La BBC ha scoperto che il cannolo, il dolce siciliano per antonomasia famoso in tutto il mondo, ha probabili origini erotiche

La BBC, la rete pubblica britannica, esplora l’Italia attraverso alcuni dei suoi di pasticcini di tradizione secolare che ricordano i genitali, come i cannoli. In Puglia e in Abruzzo ad esempio c’è il sospiro, un morbido boccone di pan di Spagna ripieno di crema e, a volte, glassato. È detto anche tetta delle monache per la forma che ricorda il seno piccolo e candido di una vergine. In Campania primeggia il babà al rum, tipico pasticcino napoletano soffice e spugnoso dall’inconfondibile forma a fungo. Ma la Sicilia batte tutti quanto a pasticceria sexy, oltre al cannolo ci sono le impudiche minne di Sant’Agata, le cupolette di pasta frolla ricoperte di glassa bianca, ripiene di crema di latte o di ricotta e decorate con una ciliegina rossa candita al centro.

Il Padrino

Sempre secondo la BBC la visione culinaria che all’estero hanno di noi è che a Napoli si mangia la pizza più buona del mondo, Roma è famosa per la cacio e pepe e la Sicilia sforna i cannoli. Probabilmente il dolce più famoso d’Italia, i cannoli sono orgogliosamente esposti in quasi tutti i caffè e le pasticcerie siciliane, onorati sul sito ufficiale dell’isola e immortalati dai siciliani nella trilogia de ‘Il Padrino’ di Francis Ford Coppola con la famosa frase “Lascia la pistola, prendi i cannoli”. Ma chi prendendo in mano un cannolo prima di assaggiarlo non ha pensato che sembra proprio a un fallo? Il più amato dolce siciliano gli assomiglia davvero, ma per una buona ragione. Una delle leggende narra infatti che nella città siciliana di Caltanissetta durante la dominazione araba (intorno al 1000 d.C.), un harem di donne creò la delizia, modificando un dolce saraceno, Venne creato un guscio di pasta tubolare fritto a base di farina, zucchero e burro, ripieno di ricotta di pecora dolce e cremosa, per esaltare la mascolinità dell’emiro.

Diverse origini

Oggi il cannolo siciliano, che è stato inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.), dal ministero delle Politiche agricole e forestali, può avere diverse farcie: dalla crema pasticciera chantilly, alla ricotta di bufala fino alla crema di pistacchio e gocce di cioccolato. La cialda del cannolo deve rimanere croccante e le decorazioni sono di solito di zucchero a velo e granella di frutta secca (mandorle, pistacchi e nocciole). Comunque la sua storia rimane incerta. Ma che abbia origini veramente antiche sembra confermato anche da Cicerone che nel 70 a. C. rimase colpito – durante un viaggio in Sicilia – da un tubo di farina dolcissimo farcito di crema di latte. Del resto ‘cannolo’ è un termine che indica una sorta di rubinetto. Magari non era lo stesso che conosciamo oggi, ma sicuramente un suo degno antenato. E poi chissà se lo hanno perfezionato le suore di clausura di un convento nei pressi di Caltanissetta, come vorrebbe un’altra tradizione. La sua fama il cannolo la deve al Carnevale, periodo in cui i pasticceri di Palermo e di Messina – in particolare – hanno contribuito a diffonderlo così come lo conosciamo oggi.