L’inferno di Los Angeles, dove si muore di Covid-19 ogni 6 minuti

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(foto account facebook Hays Travel Crewe)

La contea del sud della California è diventata da virtuosa a maggior focolaio di Coronavirus degli Stati Uniti. Colpa del sovraffollamento casalingo e delle festività autunnali, tra Halloween e il giorno del Ringraziamento

Nella contea di Los Angeles, in media 10 persone al minuto risultano positive al Coronavirus, mentre ogni 6 minuti, qualcuno muore per Covid-19, secondo i dati ufficiali. E sempre secondo il Dipartimento della Salute Pubblica di LA i casi confermati di infezione da Coronavirus si avvicinano rapidamente a un milione da inizio pandemia. I morti sono circa 1300. Dati sconcertanti se confrontati con quelli statali: la California ha quasi 2,8 milioni di casi confermati di Coronavirus e oltre 31mila morti. In tutta la regione è stata individuata anche una variante più contagiosa del virus. Come sta succedendo in Inghilterra e dalle ultime notizie anche in Brasile. La situazione è così fuori controllo che nello zoo di San Diego anche due gorilla sono stati contagiati dagli umani.

Motivi socio-demografici

La situazione è diventata così fuori controllo, che epidemiologi e funzionari sanitari si trovano di fronte a una domanda scomoda: in che modo Los Angeles è diventata il centro della pandemia? Inizialmente e fino alla fine dell’estate la situazione era diametralmente opposta. La California grazie al distanziamento sociale, alle chiusure di bar, ristoranti e scuole e a una sana vita all’aperto possibile grazie a un clima favorevole era una delle regioni più virtuose e da prendere come esempio, da Los Angeles alla baia di San Francisco. “LA è una contea piuttosto grande e complessa con problemi di sovraffollamento e povertà”, ha affermato la dottoressa Kirsten Bibbins-Domingo, epidemiologa presso l’Università della California a San Francisco. “Questi fattori si sono riuniti in un momento della pandemia in cui la gente si è stancata (troppo presto) di seguire le regole di base per difendersi dal virus, come ad esempio l’uso della mascherina al chiuso”.

Ondata post-festiva

La stanchezza pandemica si è manifestata con l’avvicinarsi del clima più fresco e delle giornate più brevi, rendendo le attività all’aperto meno invitanti, anche in una regione nota per il suo clima temperato. Questo, unito a viaggi di vacanza, riunioni e una grande forza lavoro, con molte persone che vivono in alloggi troppo affollati, ha creato una confluenza di problemi che hanno favorito l’esplodere della pandemia. Anche se la densità urbana non è il fattore prevalente come invece nel caso di alcuni quartieri di New York (tipo Hell’s Kitchen), a Los Angeles è difficile fare il giardiniere, il manovale o l’idraulico da casa. E non c’è stata tregua a Natale tanto che i funzionari della sanità pubblica stanno aspettando con sgomento i dati delle prossime settimane che potrebbero essere le peggiori, mentre continua l’ondata post-festiva.

Festività

Hilda Solis, presidente del consiglio dei supervisori della contea di Los Angeles, ha detto durante una conferenza stampa che i bambini si scusano con i nonni e con i genitori per aver portato il virus in casa e averli fatti ammalare. “Queste scuse sono le ultime parole che i propri cari hanno sentito prima di morire da soli” in ospedale. I dati dicono che l’aumento delle infezioni in modo esponenziale sia iniziato a novembre 2020. Proprio dopo che il governo della regione ha permesso di nuovo gli incontri privati, poi ha riaperto ai servizi di cura personale. Infine i Dodgers, la squadra di baseball della Major League, hanno vinto le World series e la gente ha festeggiato. Così come è stato deleterio per la salute pubblica festeggiare il week end di Halloween a fine ottobre.

Tasso di trasmissione

Meno di un mese dopo, la contea è stata costretta a reintrodurre le misure restrittive e a chiudere scuole e locali. Aver permesso i viaggi per riunirsi in famiglia per il giorno del Ringraziamento a fine novembre da parte del governo centrale è stato l’ultimo colpo inferto al sistema sanitario che era già al collasso. “Questa è una situazione in cui nessuno vorrebbe trovarsi”, ha dichiarato l’epidemiologa Bibbins-Domingo. Eppure lo scenario in cui si trova il sud della California oggi è da incubo più che nel resto del Paese: la sola contea di Los Angeles ha registrato un aumento del 1000% dei casi di Covid-19 dal 1 novembre scorso a oggi. Tutti dovrebbero tenere presente che i tassi di trasmissione sono così alti nella contea che chiunque corre il rischio di un’esposizione al virus ogni volta che esce di casa.

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