Conte tira avanti. Al Senato 156 voti. Suspense sul risultato

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Conte tira un sospiro di sollievo e tira avanti. Il presidente del Consiglio ha superato con un esito significativo le forche caudine del Senato. La fiducia, con maggioranza relativa, è passata con 156 sì, 140 no e 16 astensioni. Lunedì dalla Camera era arrivata la maggioranza assoluta. Suspense sul risultato fino all’ultimo minuto. Una sorta di esame del Var ha consentito a due senatori, l’ex M5s Ciampolillo e il segretario socialista Nencini, di esprimere il voto, rivelatosi favorevole a Conte. La presidente Casellati aveva in un primo momento escluso i due, ma poi un attento esame alla moviola dell’andamento della seduta ha riaperto i giochi e consegnato a Conte un risultato quasi inaspettato. Tra i voti favorevoli anche quelli di due azzurri, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, subito espulsi da Forza Italia. L’obiettivo per Conte al Senato era di superare quota 155 ed è stato raggiunto. Ai voti di M5s, Pd, Leu e Maie si sono uniti quelli dei senatori delle Autonomie e dei cosiddetti ‘costruttori’ del gruppo misto Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, a Gregorio De Falco. Favorevoli anche tre senatori a vita: Elena Cattaneo, Monti e Liliana Segre. Quest’ultima è stata aggressivamente attaccata in aula dal capo dell’opposizione. Era già accaduto in passato a Rita Levi-Montalcini. Drammaticamente per gli estremisti i fantasmi dell’antisemitismo sono sempre in agguato, sovranisti o fascisti che li si voglia chiamare.

Segre

Proprio Liliana Segre era stata molto precisa in una dichiarazione al Fatto prima del suo voto di fiducia: “Questa crisi politica improvvisa l’ho trovata del tutto incomprensibile. di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile. Confesso che il sentimento prevalente che mi muove è proprio quello dell’indignazione. Non riesco ad accettare che in un tempo così difficile, in cui milioni di italiani stanno facendo enormi sacrifici e guardano con angoscia al futuro, vi siano esponenti politici che non riescono a fare il piccolo sacrificio di mettere un freno a quello che Guicciardini chiamava il particulare. Tutti i governi del mondo, hanno dovuto procedere per tentativi ed errori. Come anche la scienza, del resto. Quindi è scontato che anche il governo Conte abbia fatto errori. Però mi pare che si debba riconoscere che ha fatto nell’ultimo anno un lavoro gigantesco per reggere l’urto di un’emergenza spaventosa; ed ha ottenuto una svolta storica nelle politiche europee”. Nel suo intervento al Senato Conte era stato molto fermo nei confronti di Iv, partito che ha interrotto la “leale collaborazione“ nella maggioranza. Il premier ha sottolineato: “Il Recovery non è stato elaborato in qualche oscura cantina, ma con tutti i ministri pure quelli di Iv”.

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