48 ore, caccia disperata con nuovi scenari in agguato

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48 ore, il termine per la disperata caccia non ai fuggitivi come nel celebre film dell’82 con Nick Nolte ed il debuttante Eddy Murphy, ma ai volenterosi. Una missione che con i giorni che passano ha quasi assunto il rango di mission impossibile, perché tra mercoledì e giovedì il meno amato tra i ministri cinque stelle Bonafede, per le posizioni sulla giustizia, si presenterà in Senato con la sua relazioni che non piace a molti dem e che allontano anche il voto favorevole della signora Mastella e del socialista Riccardo Nencini. Poi non è che i senatori a vita possano partecipare ad ogni votazione. Naturalmente anche in questo caso molto dipenderebbe da Renzi, ovvero da un suo voto contrario o di semplice astensione.

Ma ormai i nodi stanno venendo al pettine, tanto che il Conte 2 sia al capolinea glielo dicono in molti. I responsabili latitano. Tabacci, quella vecchia volpe di Casini e lo stesso Di Maio lo spingono al Quirinale per tentare il ter, prima che si arrivi all’irreparabile, magari con un governo battuto proprio sulla giustizia, che sbarrerebbe la strada a successivi tentativi di Conte. Il premier non vorrebbe andare al Quirinale e dimettersi perché teme un trappolone, ovvero non ottenere un nuovo incarico. Però nel Pd sono in molti a ritenere che non si possa andare avanti con Conte verso il precipizio senza fare finta di nulla.

Alcuni sostengono con forza che si debba riprendere il confronto con Renzi che poi non ha “tutti i torti”, mentre il centrodestra aspetta al valico le decisioni del Quirinale per definire una strategia. Anche in quel campo c’è bagarre perché la Meloni si attesta, per ora almeno su elezioni subito, mentre nella Lega Giorgetti vorrebbe aprire un grande gioco per arrivare ad un governassimo, con Berlusconi impegnato a non sfasciare una coalizione che potrebbe comunque vincere le elezioni, e così stando ai sondaggi è al momento così, quando ci saranno. Ed anche a rimanere compatti in vista delle prossime elezioni del Quirinale, dove Renzi potrebbe essere il kingmaker. Avere così uno dei loro o almeno uno non troppo sgradito e antagonista alla destra come capitato negli ultimi anni.



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