Percorso a ostacoli per Conte 3. Domani Mattarella avvia consultazioni

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Mattarella e Conte
(foto sito quirinale.it)

Messo da parte il Conte 2 si preannuncia come un percorso a ostacoli quello verso il Conte 3. La sola certezza per ora sono le dimissioni del premier, Giuseppe Conte, accolte dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ora la partita della crisi è nelle mani del Quirinale. “Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani. Al momento M5s, Pd e Leu hanno confermato il sostegno a Conte. Prosegue la ricerca dei cosiddetti “costruttori”. A Palazzo Madama serve un gruppo di una quindicina di senatori per assicurare la maggioranza a un nuovo esecutivo Conte, anche senza Iv.

Ricucitura

Non è comunque neppure totalmente esclusa una ricucitura, anche se molto complessa, con i renziani. Sullo sfondo resta la possibilità di elezioni anticipate, al momento richieste a gran voce soltanto dall’opposizione di destra. In mattinata Conte aveva presieduto l’ultima riunione del Consiglio dei ministri del suo esecutivo bis. Nel caso Mattarella dovesse riscontrare l’inesistenza delle basi politiche e numeriche sufficienti per un Conte 3, non ci sarebbe il reincarico atteso dall’inquilino uscente di Palazzo Chigi. In linea teorica il Presidente della Repubblica potrebbe allora affidare l’incarico a un’altra personalità. Tra gli scenari una riedizione della maggioranza giallorossa nuovamente con Iv e magari i responsabili.

Ursula

Oppure un governo di emergenza nazionale, con una maggioranza simile a quella “Ursula” emersa a livello di Unione europea e l’allargamento a parte del centrodestra. Resta anche la possibilità di un governo tecnico o guidato da un tecnico. Il segretario Pd, Nicola Zingaretti, conferma: “Con Conte per un nuovo governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti”. I pentastellati, partito di maggioranza relativa nell’attuale Parlamento, con il capo politico, Vito Crimi, segnalano: “Siamo e restiamo al fianco di Conte, che ringraziamo per l’enorme contributo che ha dato e che può ancora dare. Riteniamo sia il collante di questa maggioranza, che deve essere consolidata e rinforzata e che deve concentrarsi sulle priorità del Paese”.

No veti

Da Italia viva, Ettore Rosato dice che non ci saranno “veti sui nomi. Non abbiamo mai messo veti su nessuno, ma abbiamo evidenziato l’esigenza di grande chiarezza”. Per raccogliere i cosiddetti volenterosi verrebbe utilizzato il simbolo del Maie, la lista degli eletti all’estero. Al momento, secondo l’ex grillino, Gregorio De Falco, si tratterebbe di circa una decina di senatori. Ancora troppo pochi per quella maggioranza solida che Mattarella chiede a Conte per il reincarico.

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