Navalny condannato a 3 anni e mezzo. Definisce Putin “avvelenatore”, per portavoce Cremlino “sciocchezze”

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Alexei Navalny è stato condannato a Mosca a 3 anni e mezzo di reclusione. L’oppositore di Putin è ritenuto colpevole di aver violato la libertà vigilata. Navalny si trova in detenzione da quando è tornato in Russia il 17 gennaio, dopo le cure in Germania per un avvelenamento da agenti nervini ad agosto. Da giorni migliaia di sostenitori sfidano le autorità radunandosi in tutta la Russia per manifestazioni di protesta. Il 44enne ‘youtuber’ anti-corruzione era accusato di aver violato la libertà vigilata per una condanna per riciclaggio del 2014. Navalny, che ha sempre denunciato come politica tale condanna, ha già scontato un anno della pena agli arresti domiciliari.

Novichok

Durante l’udienza Navalny ha accusato il presidente russo, Vladimir Putin, di essere il mandante dell’attacco contro di lui e lo ha definito un “avvelenatore”. Secondo l’oppositore del Cremlino il processo contro di lui mira a diffondere la paura nel movimento di protesta: “Imprigionano un uomo per intimidire milioni di persone”. Navalny si sentì male dopo essersi imbarcato su di un aereo in Siberia. Secondo la sua ricostruzione una “squadra di sicari” del servizio segreto FSB, avrebbe cercato di ucciderlo mettendo l’agente nervino Novichok nelle sue mutande. Navalny ha incoraggiato i russi a resistere al governo di Putin, rimarcando che il Cremlino ha rubato le aspirazioni del popolo russo: “L’illegalità e l’arbitrio sono ancora più terribili quando vestono la toga dei giudici. È dovere di ogni essere umano non sottomettersi a queste persone”.

Arresti

Intorno al tribunale di Mosca era presente un massiccio cordone di polizia antisommossa, che ha fermato diversi manifestanti. Secondo il gruppo di monitoraggio OVD-Info più di 230 persone sono state bloccate. Dal rientro di Navalny manifestazioni con la partecipazione di migliaia di persone si sono tenute in tutto il paese, con oltre 5.700 arresti. A livello internazionale è stata denunciata la responsabilità delle forze di sicurezza russe per l’avvelenamento, sebbene il Cremlino abbia sempre negato con fermezza. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha definito “sciocchezze” quelle di Navalny. L’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, che sarà in vista a Mosca in settimana, ha espresso la volontà di incontrare Navalny e il suo portavoce ha detto che il “caso sarà un tema molto in alto nell’agenda della visita”. Secondo Peskov l’incontro “sembra difficile.. La decisione dipende dagli investigatori e dai giudici” e resta il fatto che “non sono parenti, non si conoscono, non sono nessuno” l’uno per l’altro.

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