Con il 59,3% Rousseau dice sì al governo Draghi. Si sono concluse alle 18 le votazioni online degli iscritti grillini sulla piattaforma Rousseau. Ha votato il 70% dei 120.000 iscritti al Movimento 5 Stelle ed è stato un via libera al sostegno del M5s al governo che si appresta a formare l’ex-capo della Bce: il sì ha raggiunto il 59,3%, i no si sono fermati – o hanno raggiunto, secondo i punti di vista – al 40,7%, una forte minoranza che probabilmente, nella sua componente politico-parlamentare, farà riferimento ad Alessandro Di Battista che ha annunciato dopo il voto su Rousseau di voler lasciare il M5s).

Decisivo per questo risultato che spiana la strada a Draghi l’intervento in extremis di Beppe Grillo, il fondatore e garante del Movimento, che nelle ultime 48 ore si è speso insieme a Crimi, Di Maio, Fico e anche Conte perché tra i grillini prevalesse l’ok alla partecipazione del M5s alla nuova maggioranza con Pd, Leu, Lega, Forza Italia e Italia Viva. Calando a Roma Grillo ha infatti partecipato personalmente alle due fasi delle consultazioni del premier incaricato, ha avuto con lui ieri una lunga telefonata ed ha fatto pressioni per la creazione nel nuovo esecutivo di un ‘super-ministero’ per la transizione ecologica, riuscendo nell’intento e orientando così il voto degli iscritti che questo super-ministero come nuova ‘bandiera’ del M5s se lo sono ritrovati nel quesito-referendum di oggi.

Dopo questo risultato Draghi può chiudere il lavoro sulla lista dei ministri e chiedere udienza a Mattarella per sciogliere la riserva e presentare e/o concordare con il capo dello stato i nomi del nuovo esecutivo. Forse già domani, a meno che non voglia prendersi altro tempo, ad esempio il week-end. Ma in casa Cinquestelle subito dopo la proclamazione del risultato del voto su Rousseau è scoppiato subito il ‘caso’ Di Battista con i relativi rischi di scissione. “Lascio, non accetto un governo con questi partiti” ha detto l’ex-deputato grillino in una diretta Facebook.

“La mia coscienza politica non ce la fa più, da diverso tempo non sono in accordo con alcune scelte del M5S. Non posso far altro che farmi da parte. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle – ha aggiunto – anche perché in questo momento il Movimento non parla a nome mio. Ringrazio Beppe Grillo…ma non ce la faccio ad accettare un M5S che governa con questi partiti”. Dibba ha proseguito affermando di voler rispettare il voto: “Zero polemiche. Anche in questo caso io lo accetto ma non riesco a digerire certe decisioni. La mia coscienza politica non ce la fa. Questa scelta politica di sedersi con determinati personaggi, in particolare con partiti come Forza Italia, con un governo nato essenzialmente per sistematizzare il M5S e buttare giù un presidente perbene come Conte… questa cosa non riesco proprio a superarla”. “E’ stata una bellissima storia d’amore – questo l’addio di Di Battista al Movimento – con gioie e battaglie vinte, ma anche diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa…”.