Se saranno tutte rose e fiori si vedrà ed anche a breve. Oggi è omaggiato Super Mario, nella speranza collettiva che non finirà come l’altro super Mario quello calcistico. Quello che ha fatto sembra un omaggio alla real politik. Tutti assecondati? Nessuno contento. Il progetto di Draghi, avvallato da Mattarella gli lascia il pieno potere sul triangolo, economia, ecologia e innovazione digitale. Insomma tutto il campo aperto in materia di economia e non poteva essere diverso chiamando Draghi. È il nucleo che dovrà gestire i piani futuri a partire dal famoso Recovery Plan.

Si tratta di una cassaforte costruita da Draghi lasciando all’altro presidente i nodi politici dei partiti. I segretari politici sono stati informati solo a cose fatte, e questo nel rispetto della politica, sempre che si voglia ancora rispettarla è del tutto inusuale. Lo stress nei partiti è grande anche tra chi ha avuto maggiori favori, tipo il Pd ed i cinquestelle. I primi hanno avuto meno ministri rispetto ai pentastellati, pur rappresentando senza dubbio l’ala portante anche di questa maggioranza, ma hanno avuto almeno la conferma dei loro uomini anche se con un Franceschini dimezzato, e non sarà certo contento, per il passaggio del Turismo scorporato dalla Cultura alla Lega. Ma i problemi maggiori arrivano per il centrodestra.

Il Salvini “pentito” addirittura preso in giro sul Corriere, sembra stretto nella morsa. Ora deve gestire la presenza di Giorgetti, non certo a lui allineato, e di due adepti dello stesso Giorgetti. Tanto da essere costretto a dire nella Lega “L’ultima parola è la mia”. E poi c’è Berlusconi, rimasto quasi sbalordito. Gli hanno dato sì tre ministri anche se senza portafoglio, ma tutti in rotta più o meno evidente con la linea del partito. Già da ora Salvini e Berlusconi paventano quasi un’operazione politica tanto abile quanto sottile, orchestrata non solo in Italia, per fare un sorta di maggioranza Ursula prendendo a destra solo “utili idioti” o forse più semplicemente gente che vuole salire sul carro di quello che pensa il vincitore.

Il progetto politico è comunque tutto nelle mani di Mattarella che si è incaricato, come riferito da Breda sul Corriere, di insistere su alcune conferme, puntualmente avvenute, il Pd Guerini alla Difesa, (addirittura specificando che il Capo dello Stato è anche il capo delle Forze armate), Lamorgese all’Interno (anche qui con specificazione sovrintendere alla sicurezza è prerogativa del Presidente). Ma non è tutto, in quota Quirinale, sempre sostenuto da fonti autorevoli che quanto più non si può, sono anche la Cartabia alla Giustizia, donna tecnica non certo di destra (con ulteriore precisazione, lui, il Capo dello Stato, presiedendo il CSM è il primo magistrato d’Italia) ed anche gli Esteri dove ha sostenuto la conferma di Di Maio, “perché si è fatto le ossa nell’ultimo anno”.

È prorpio vero che la nostra Costituzione oltre ad essere la più bella del mondo è anche la più interpretabile nel mondo. Mai si era visto un presidente così designatore indicando pure parametri specifici. Un esempio, Napolitano non lo aveva mai fatto, altri predecessori recenti, ma solo in parte, lo fecero. Prima potevano solo suggerire, anche autorevolmente. Infine il Conte Cavour, ricordato con grande argutezza da Mario Ajello sul Messaggero. ”C’è un discorso molto indicativo, anno 2017, quando a Draghi venne dato il premio Cavour, in cui il nuovo premier spiega che il grande statista piemontese contro “gli energumeni del linguaggio da comizio opponeva parole che esaltavano la necessità della preparazione e delle buona amministrazione come essenziali per ottenere i risultati voluti”. Ed ancora: “ Cavour riuscì a realizzare le riforme del sistema economico e dello Stato, quelle che oggi chiameremmo riforme strutturali” .

Uno che parla così non è certo a digiuno di politica anche storica. E sempre Ajello ricorda una scenetta di qualche giorno fa. Di una domanda, effettivamente molto stupida (questo Ajello non lo dice) di una giornalista: “Lei è pronto a fare il capo del governo?”. Risponde la moglie di Draghi: “Lui non è un politico, è un economista”. E lui perentorio “Stai zitta”.