La Cina e la partnership europea. Resta comunque forte l’asse economico con gli USA

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(foto pixabay.com)

La pandemia sta trasformando l’economia globale: l’Europa oggi commercia più con la Cina che con gli Stati Uniti. Ma alla fine la relazione transatlantica è destinata a rimanere molto più forte di quella tra Europa e Cina, per motivi economici ma anche politico-culturali

I dati pubblicati questa settimana da Eurostat (il servizio di statistica dell’Unione europea) hanno registrato un aumento del 5,6% delle importazioni dalla Cina nel 2020 e un aumento del 2,2% delle esportazioni. Nel frattempo, c’è stato un calo significativo nel commercio con gli Stati Uniti, con le importazioni in calo del 13,2% e le esportazioni in calo dell’8,2%. Il valore complessivo degli scambi di merci UE-Cina lo scorso anno è stato di 586 miliardi di euro (706 miliardi di dollari), circa 31 miliardi di euro (37 miliardi di dollari) in più rispetto a quello tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. L’anno scorso l’economia cinese è cresciuta del 2,3% nella corsa per riprendersi dalla pandemia, mentre gli Stati Uniti hanno assistito a una contrazione della produzione del 3,5%. Ciò ha permesso alla Cina, la seconda economia più grande del mondo, di aumentare il proprio peso economico e commerciale.

Cina prima

Gli studi del CEPS (Center for European Policy Studies), il think tank europeo con sede a Bruxelles, evidenziano che questo passaggio non è certo sorprendente, dato il continuo fiorire dell’industria cinese in tutto il mondo. Tuttavia i legami dell’Europa con gli Stati Uniti rimangono molto forti. Mentre i cambiamenti principali riguardano il commercio totale di merci, l’Unione europea continua ad esportare negli Stati Uniti molto di più di quanto non faccia in Cina, generando un numero significativo di posti di lavoro. I dati inoltre non tengono conto del commercio transatlantico di servizi, che vale circa 494 miliardi di euro (595 miliardi di dollari) all’anno. La relazione transatlantica complessiva rimane molto più profonda e forte di quella tra Europa e Cina. Intanto perché gli investimenti delle grandi società tra Europa e Stati Uniti sono più ingenti e più solidi che con la Cina. Gli USA con Biden alla guida promuoveranno il libero scambio con gli altri Paesi, eliminando o riducendo i dazi imposti dall’amministrazione Trump. Un altro passo per ritornare ad aumentare l’export anche del made in Italy in America. Di contro la Repubblica Popolare Cinese è vista ancora da Bruxelles come un concorrente strategico, un rivale sistemico con cui i 27 intendono tuttavia approfondire le relazioni economiche. Aspettando che la Cina diventi ufficialmente la prima economia al mondo, scavalcando gli Stati Uniti entro il 2028.

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