G7 virtuale: Draghi si collega con Joe Biden (esordiente anche lui) e gli altri leader

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Un debutto internazionale, sia pure virtuale, quello di Mario Draghi oggi al G7 dedicato all’emergenza Covid-19 con la partecipazione di tutti i sette ‘grandi’, compreso Joe Biden, esordiente anche lui in consessi di questo format. Il giorno dopo aver incassato la fiducia dal Parlamento Draghi si è collegato via Internet da palazzo Chigi con gli altri leader delle maggiori potenze industriali dell’Occidente per un vertice centrato sull’impegno comune per battere la pandemia ed in particolare sui vaccini, tema che il governo appena costituito ha messo ai primi posti nella sua agenda.

Il presidente del Consiglio è convinto che su questo terreno bisogna accelerare e lavorare in modo integrato con gli altri partner. In questa ottica il confronto con altri paesi appare fondamentale “anche perché – ha detto Draghi – bisogna imparare dai Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. D’altra parte la rapidità nella diffusione dei vaccini è essenziale anche per scongiurare che le varianti prendano il sopravvento”. Piena sintonia in questo con Angela Merkel e Emmanuel Macron ma anche con Boris Johnson – cui spetta la presidenza del G7 che si terrà ‘in presenza’ a giugno in Cornovaglia – e soprattutto con il neo-presidente americano Joe Biden, anche il suo un esordio in consessi di questo format.

Draghi conosce molto bene molti dei suoi colleghi del G7, non ha ancora avuto modo di incontrare Biden ma deve avergli fatto particolare piacere sentire dalle parole del presidente americano come e quanto sia cambiato il vento a Washington dopo la sconfitta di Trump. “Lavoreremo insieme e con altri per fare del 2021 il punto di svolta per il multilateralismo e per dare forma a una ripresa che promuova la salute a la prosperità” ha scandito in apertura Biden annunciando anche un impegno finanziario Usa pari a quattro miliardi di dollari per acquistare e distribuire vaccini anti-Covid ai paesi poveri, cifra che, con il miliardo di euro stanziato dall’Ue con lo stesso obiettivo, porta l’impegno complessivo del G7 a oltre sette miliardi e mezzo di dollari.

Chiaro anche il messaggio ‘politico’ di Biden agli alleati: in pillole, l’era dell’America First è finita, l’America è tornata e l’alleanza transatlantica anche. Ma altrettanto chiare sono apparse anche le preoccupazioni del presidente americano in merito ai comportamenti di Mosca e Pechino: gli Usa non vogliono una nuova ‘guerra fredda’ – ha ribadito Biden – ma Washington non gradisce i tentativi di Russia e Cina di mettere a rischio la democrazia in America e nel mondo perché la democrazia è il modello migliore per affrontare le sfide dei nostri tempi. Insomma il presidente americano non vuole che gli alleati, ma non solo loro, abbiano dubbi sul fatto che la Casa Bianca, la nuova Casa Bianca, sarà molto attenta alla questione dei diritti umani.

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