Gelo Covid sul mondo degli artigiani. Ok misure governo di sostegno a reddito e blocco licenziamenti

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Artigiano
(foto Pascal Durieux da Pixabay)

Nel 2020 non si è salvato dalle conseguenze socio-economiche dell’emergenza sanitaria nemmeno il lavoro artigiano. Sono poco meno di 5mila le imprese artigiane (per la precisione 4.783) che a fine dicembre 2020 risultano aver chiuso bottega rispetto al 2019. Dodicimila i dipendenti rimasti senza lavoro. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio lavoro della Cna, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole. Nonostante la diminuzione complessiva, l’artigianato – rileva Cna – ha sostanzialmente resistito allo tsunami Covid-19, registrando un calo dello 0,3% dopo quattro anni di crescita ininterrotta, superiore al 2,5% annuo.

Misure

Naturalmente si tratta di una dato significativamente influenzato dalle misure del governo a sostegno del reddito e a difesa dell’occupazione, quali cassa integrazione e divieto di licenziamento. Così se la crisi ha prodotto nel 2020 i tassi di assunzione più bassi degli ultimi quattro anni, per altro verso il blocco dei licenziamenti ha prodotto una netta riduzione dei tagli di posti (-13,1%). Insomma un sostanziale congelamento tra entrate e uscite dal mondo del lavoro nell’artigianato. Maggiore mobilità si è invece registrata nei contratti a termine, utilizzati con frequenza per fare fronte a necessità temporanee. Una situazione, sottolinea Cna, “pericolosamente sospesa, che potrà volgere al meglio solo a condizione che nei prossimi mesi si realizzi su una solida ripresa della domanda”. Uno scenario che potrà essere reso possibile “solo con il successo della campagna vaccinale. In caso contrario tanti artigiani e piccole imprese si troverebbero nella dolorosa condizione di dover ridurre gli organici, se non addirittura di essere costretti a cessare l’attività”.

Cig

Proprio le le misure messe in campo dal governo per fronteggiare gli effetti della pandemia – secondo il Rapporto annuale sul mercato del lavoro frutto della collaborazione tra ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal – e in primo luogo la Cig, hanno mitigato l’impatto negativo sull’occupazione in tutti i settori produttivi del Paese. Secondo le stime mensili in termini congiunturali l’occupazione è diminuita dal mese di marzo fino a giugno scorsi. Si è presentata poi un’inversione di tendenza nei mesi di luglio e agosto. Variazioni contenute a settembre e ottobre e una risalita a novembre. Nei dati provvisori di dicembre l’occupazione torna a diminuire (-0,4%), con un calo complessivo di 425 mila occupati rispetto a febbraio 2020.

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