Samantha Cristoforetti
(foto account facebook Samantha Cristoforetti)

Samantha Cristoforetti tornerà nello spazio nel 2022 a bordo di un cargo commerciale americano e si nutrirà di spirulina

“Ritorno in un luogo amato, dopo tanti anni che sono passati”, Samantha Cristoforetti nell’intervista a Skytg24 rivela tutta la propria emozione per la sua prossima missione nello spazio. Ormai è deciso: Astro Samantha ripartirà per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2022. “Questa volta c’è un sentimento di ritorno a casa”, dichiara l’astronauta dell’ESA dopo che nel 2014 fu la prima italiana a volare nello spazio. C’è anche un’altra novità, perché nel frattempo la 43enne astronauta e ingegnere di Milano è diventata mamma di Kelsi Amel. E racconterà a sua figlia che la mamma partirà per una grande e fantastica avventura. Come in un gioco.

Menù alla spirulina

Non è ancora noto il nome della missione, perché non è stato deciso al 100%, ma non sarà un viaggio a bordo di una navetta russa come quello passato. Nel 2022 Samantha si imbarcherà su un veicolo commerciale statunitense. Dunque l’ultima parte dell’addestramento non si svolgerà più nella Città delle Stelle in Russia, ma a Houston in Texas. Non tutto sarà rimasto uguale sulla ISS da quando la cosmonauta italiana la lasciò, dopo 199 giorni di permanenza nello spazio. Ad esempio l’utilizzo delle nuove stampanti in 3D a metalli e la sperimentazione sulla produzione dell’aria e del cibo. “C’è molta carne nel menù standard della NASA – dichiara l’astronauta – mancano le verdure e il pesce. Cercherò di compensare”. Uno dei cibi più adatti per la sperimentazione sarà l’alga spirulina. Il cibo del futuro, utile nello spazio perché in grado di catturare anidride carbonica e produrre ossigeno. La spirulina può anche riprodurre se stessa con la luce artificiale e creare perciò biomassa. Nessun alimento al mondo ha creato tanto interesse nella NASA come questa micro alga. Si presenta in piccoli filamenti microscopici e cresce in luoghi naturali come i laghi alcalini, è facile da digerire e non ha effetti collaterali. Tutti motivi che hanno portato anche altre organizzazioni mondiali – l’OMS, l’ONU e la FAO – a studiarla e a utilizzarla per sopperire ai problemi di malnutrizione nei paesi più poveri.