Oltre quota 100 mila morti. Tributo terribile dell’Italia al Covid

0
Covid morti
(foto 愚木混株 Cdd20 da Pixabay)

Superata quota 100 mila morti. Il bilancio delle vittime del Covid-19 raggiunge in Italia un livello drammatico. Una cifra enorme, è come se fosse scomparsa l’intera popolazione di città come Pescara, Ancona, Cesena, Udine o Novara. A poco più di un anno dal primo decesso, quello di Antonio Trevisan pensionato di Vò Euganeo, il totale con le ultime 318 vittime odierne raggiunge il macabro traguardo di 100.103. L’Italia entra nella spaventosa classifica dei Paesi con oltre 100 mila decessi. Prima erano cinque: Usa (537 mila morti), Brasile (265 mila), Messico (190 mila), India (157 mila) e Regno Unito (124 mila). Un triste primato nell’Unione Europea, dove segue la Francia con poco meno di 90 mila e la Germania sopra i 70 mila.

Letalità

Spaventoso anche il tasso di letalità, ovvero il numero delle vittime rispetto ai contagiati. In Italia – riferisce l’agenzia AGI – viaggia su un poco incoraggiante 3,25%. Negli Stati Uniti il tasso di letalità ad esempio è dell’1,81%. In Gran Bretagna del 2,95%. Negli ultimi giorni, complice la circolazione massiccia delle varianti del virus, quella inglese e quella brasiliana, è aumentata la quota dei nuovi casi di contagio e dei ricoveri in terapia intensiva. Secondo dati Istat del 5 marzo scorso – riferisce fanpage.it – nel 2020 il totale dei decessi in Italia è stato il più alto mai registrato dal secondo dopoguerra. 746 mila 146 con 100 mila 526 morti in più rispetto alla media 2015-2019. Il bilancio è particolarmente pesante per la Lombardia, con una mortalità cresciuta del 111,8%. Un tributo altissimo pagato da quella Regione con il 31,2% del totale delle vittime.

Cartelle cliniche

L’età media dei pazienti deceduti è 81 anni, gli uomini rappresentano il 56,1% e le donne il 43,9%. Secondo i dati resi disponibili dall’Istituto superiore di Sanità, sulla base delle cartelle cliniche che è stato possibile analizzare, emerge che il 3,1% delle vittime non aveva patologie, l’11,9 ne aveva una, il 18,5 due e il 66,5% aveva almeno 3 patologie pregresse.

Exit mobile version