Mattarella si vaccina. Anche J&J non garantisce dosi a UE. Sputnik sarà prodotto in Italia

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Vaccino a Mattarella Spallanzani
(foto sito quirinale.it)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è vaccinato contro il Covid allo Spallanzani di Roma. Intanto anche la Johnson&Johnson, secondo l’agenzia Reuters, non garantisce le dosi assicurate dall’accordo con l’Unione Europea. Intesa raggiunta per una partnership russo-italiana per la produzione nel nostro Paese del vaccino Sputnik V. Mattarella, nel messaggio di fine anno agli italiani, aveva definito la vaccinazione un dovere: “Mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza”. Il Capo dello Stato aveva prenotato la vaccinazione ed è giunto all’ospedale romano pochi minuti prima delle 12. Mattarella compirà 80 anni il 23 luglio e rientra nella fascia di vaccinazione per i nati nel 1941. Il Presidente ha ricevuto la prima dose di Moderna.

Scienza

“La scienza – aveva affermato il Capo dello Stato – ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente. Perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune”. Sabato scorso il presidente aveva visitato il centro vaccinale della Regione Lazio alla Nuvola di Fuksas, a Roma. Aveva ringraziato tutti gli operatori sanitari per il loro impegno essenziale e rimarcato: “Ce la faremo”. Sul fronte della disponibilità di vaccini, dopo i problemi nelle consegne di AstraZeneca, ora è l’americana J&J ad annunciar preventivamente problemi. Il suo vaccino, in una sola dose, dovrebbe essere approvato l’11 marzo dall’Ema, l’Agenzia del farmaco europea. L’azienda si è impegnata a fornire 200 milioni di dosi all’UE per il 2021. Ma problemi di approvvigionamento potrebbero complicare i piani per fornire 55 milioni di dosi del vaccino nel secondo trimestre dell’anno.

Dosi

La Camera di Commercio italo-Russa (CCIR) dal canto suo informa della firma del “primo accordo in Europa tra il fondo governativo russo e la società ADIENNE Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V“. Verranno creati nuovi posti di lavoro e l’Italia di controllerà “l’intero processo di produzione del preparato. La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021”. Obiettivo “10 milioni di dosi entro la fine dell’anno”. Vincenzo Trani, presidente CCIR, sottolinea: “Le imprese italiane sono strategiche, hanno capacità e competenze uniche e sono in grado di affrontare il mercato con flessibilità e rapidità. È un accordo storico che mostra lo stato di salute dei rapporti tra i nostri due Paesi. Le imprese italiane sanno vedere oltre le polemiche politiche”.

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