Mezza Europa blocca AstraZeneca, Londra no. Rallenta il piano vaccinale

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Vaccini esercito
(foto account facebook Esercito Italiano)

Prima la Germania. Poi in rapida successione la Francia, la Spagna, l’Olanda, il Lussemburgo e anche l’Italia. Mezza Europa ha bloccato in via “temporanea e precauzionale” la somministrazione del vaccino anti-Covid AstraZeneca per i gravi “eventi negativi” (leggi trombosi) registrati in diversi paesi – si contano finora una decina di vittime – su persone cui il siero era stato appena inoculato. Anche se non ci sono evidenze di un collegamento causa-effetto tra quel vaccino e gli episodi di trombosi ma solo un legame temporale la decisione del blocco è stata presa dalle agenzie del farmaco nazionali, per l’Italia l’AIFA, dopo un consulto telefonico tra i ministri della Salute Ue.

Lo stop ha generato psicosi non solo in Italia e prodotto – anche qui non solo da noi – decine di migliaia di disdette dagli appuntamenti già fissati. Come conseguenza del blocco e in attesa del verdetto dell’Agenzia del farmaco europea (EMA) annunciato per giovedì rallenta inevitabilmente il nostro piano vaccinale basato in una sua consistente parte proprio sul siero anglo-svedese, prodotto anche a Oxford e Pomezia. Nel Lazio 7.000 vaccinazioni annullate solo nella giornata di domani, 35.000 quelle a rischio in Toscana per la prossima settimana, 33,5 mila quelle già annullate nei prossimi due giorni in Lombardia, anche se tutti gli esperti, compresa l’AIFA, continuano a tranquillizzare sull’utilizzo di AstraZeneca. In Italia finora quasi 1,1 milioni di persone hanno la prima dose di AstraZeneca che prevede un richiamo molto più distanziato degli altri vaccini, a tre mesi.

Se quasi tutta Europa ha bloccato per precazione AstraZeneca, controcorrente rispetto ad altri paesi del continente sta andando la Gran Bretagna. Boris Johnson va avanti a marce forzate sul piano vaccinale britannico che ha portato finora all’inoculazione di 26 milioni di dosi di vaccino, la metà dei quali AstraZeneca. Un siero, secondo Downing Street, che non comporta rischi superiori ai benefici e che gli inglesi sono stati invitati a non demonizzare ma a considerare invece totalmente sicuro, anche perchè i risultati sul contagio confortano i britannici.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) la pensa come Londra e invita a continuare ad utilizzare il vaccino anglo-svedese. “Sfortunatamente – dice Ginevra – le persone muoiono di trombosi ogni giorno, la chiave è se questo abbia qualche legame con il vaccino. Al momento non abbiamo riscontrato che ci sia una relazione tra il vaccino e i casi di trombosi rilevati. Infatti, le percentuali di trombosi tra i vaccinati sono addirittura inferiori a quelle della popolazione nel suo complesso. Nessun farmaco è sicuro al 100%, ma bisogna tenere conto dei vantaggi di vaccinare la popolazione” ha detto Soumya Swaminathan, scienziato capo dell’Oms, intervenendo sul tema del giorno.

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