Inquinamento
(foto sito Legambiente)

Secondo il rapporto di IQAir, i lockdown pandemici hanno migliorato la qualità dell’aria nell’84% dei Paesi del mondo. Ma, denuncia Legambiente, in Italia siamo già di nuovo in peggioramento

I lockdown per il coronavirus hanno portato a sensibili miglioramenti della qualità dell’aria nella maggior parte dei Paesi al mondo. Ma in Italia, secondo Legambiente, il quadro è ancora negativo. Nel 2020 almeno 35 capoluoghi di provincia hanno oltrepassato i limiti di concentrazione delle polveri sottili. Le città col bollino nero soprattutto al nord: Torino, Venezia e Padova. A livello internazionale il rapporto sulla qualità dell’aria 2020 stilato da IQAir, l’azienda svizzera specializzata nella protezione dall’inquinamento atmosferico, è positivo. Le emissioni legate alle attività umane, come industria e trasporti, sono diminuite durante i lockdown. Tanto che il 65% delle città ha registrato una migliore qualità dell’aria rispetto al 2019. Circa l’84% delle nazioni coinvolte nell’indagine hanno riportato generali miglioramenti.

PM 2.5

Il miglioramento è la dimostrazione che un’azione urgente e collettiva ottiene risultati. La cattiva notizia è che probabilmente i livelli aumenteranno di nuovo quando i governi aboliranno le restrizioni. I ricercatori di IQAir hanno analizzato i dati sull’inquinamento di 106 Paesi, misurando in particolare il PM 2.5, un inquinante microscopico che può causare gravi rischi per la salute. Singapore, Pechino e Bangkok, che hanno imposto chiusure su larga scala, hanno registrato le maggiori riduzioni di PM 2.5. Nel complesso, però, le località dell’Asia meridionale e dell’Asia orientale continuano a essere in cima alla lista dei luoghi più inquinati del mondo. Bangladesh, Cina, India e Pakistan condividono 49 delle 50 città più inquinate a livello globale. Hotan, una città oasi nella regione occidentale dello Xinjiang cinese, è stata classificata come la città più inquinata del mondo nel 2020. I suoi livelli annuali di PM 2.5 erano in media di 110,2 microgrammi per metro cubo. Cioè 11 volte superiori all’obiettivo annuo dell’Organizzazione mondiale della sanità.

India e Cina

La Cina rimane anche il più grande produttore e consumatore di carbone al mondo, uno dei principali responsabili dell’inquinamento da PM 2.5. Il paese sta facendo passi da gigante nelle energie rinnovabili. Ma queste fonti rappresentano solo il 23% del consumo energetico della Cina, mentre il carbone rappresenta il 58%. Dopo Hotan, le altre 13 città più inquinate al mondo si trovano tutte in India. Le principali fonti di inquinamento includono i trasporti, l’edilizia e la combustione dei rifiuti. Nelle province settentrionali del Punjab e dell’Haryana, gli agricoltori praticano anche la combustione delle stoppie, appiccando intenzionalmente il fuoco ai campi per preparare la terra per il successivo raccolto. Secondo il rapporto, fino al 40% dell’inquinamento atmosferico nella capitale Delhi proviene dagli incendi delle fattorie del Punjab.

Mal’aria

La diminuzione globale delle emissioni legate all’uomo nel 2020 è stata parzialmente controbilanciata da “eventi di inquinamento atmosferico estremo”, come incendi e tempeste di sabbia. Gli incendi hanno devastato ampie zone boschive degli Stati Uniti, dell’Australia, del Sud America e dell’Indonesia. Causando picchi di inquinamento atmosferico. con l’emissione di enormi quantità di gas serra. San Paolo, Los Angeles e Melbourne, tutte colpite da gravi incendi, hanno visto il maggiore aumento dei livelli di PM 2.5 rispetto al 2019. Ma ci sono anche notizie positive. Le 25 città più inquinate dell’Asia meridionale hanno registrato un calo del PM 2.5. Dimostrando una tendenza generale al ribasso negli ultimi quattro anni. Anche i paesi dell’Asia orientale hanno compiuto sforzi per migliorare la qualità dell’aria. In Corea del Sud, tutte le città hanno visto migliorare la loro qualità dell’aria nel 2020. In Italia i dati mostrano che la diminuzione delle polveri sottili nell’aria è stata un fenomeno transitorio. Dovuto al lockdown della scorsa primavera. I dati del rapporto “Mal’aria di città 2021” pubblicato da Legambiente sono negativi. Tra le top ten della classifica delle città più inquinate oltre a Torino, Padova e Venezia, c’è anche Milano. Nel centro-sud si segnalano Avellino e Frosinone.