Vino, nell’anno del Covid l’Italia è leader mondiale dell’export

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Vino
(foto da account FB CIBUS International Food Exhibition)

Nell’anno della pandemia, l’Italia conquista il primato mondiale nel numero di bottiglie esportate. È fuori della Penisola che viene consumata circa la metà del vino italiano. Lo rileva una analisi della Coldiretti su dati Istat per il 2020, in occasione dell’annuncio del rinvio di Vinitaly al 2022. “Lo spostamento della kermesse più partecipata dell’agroalimentare nazionale è un atto dovuto per consentire la partecipazione – segnala il presidente Coldiretti, Ettore Prandini – anche degli operatori stranieri”. Nel 2020 il vino italiano ha fatturato 6,3 miliardi di euro. “Un risultato – secondo Coldiretti – che consente al nostro paese di riprendere la leadership mondiale dell’export. Con oltre 20,8 milioni di ettolitri (-2,4%), superando Spagna e Francia”.

Distillazione

Restano tuttavia 200 milioni di litri di vino in più rispetto al 2019 rimasti invenduti, per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero. Crollo dei consumi fuori casa che ha toccato in particolare i vini ‘Doc’ e ‘Igt’, a maggior valore aggiunto. Coldiretti evidenzia la presenza a fine febbraio nelle cantine italiane di 6,6 miliardi di litri di vino. È necessario intervenire con una distillazione di emergenza, con l’obiettivo di togliere dal consumo alimentare almeno 200 milioni di litri. La richiesta al governo è di intervenire con almeno 150 milioni di euro. Una misura che consentirebbe di produrre 25 mila litri alcol e di gel disinfettanti al 100% italiani. Prodotti oggi in larghissima parte reperiti sui mercati internazionali.

Indotto

La Francia ha già messo a disposizione per interventi simili oltre 250 milioni di euro. “In gioco – conclude Coldiretti – c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare ‘Made in Italy'”. Con un fatturato da 11 miliardi di euro e opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone dai campi alle cantine, alla distribuzione. Senza dimenticare l’indotto dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle bioenergie, dagli accessori agli imballaggi, dall’enoturismo alla cosmetica.

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