Scuole e negozi, riapertura prima di Pasqua? Un vero rebus

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(foto Wokandapix da Pixabay - Francesca Leoncini (IV) al Massimi caffè)

Dieci Regioni e la provincia autonoma di Trento sperano di tornare arancioni da lunedì 22 marzo. Potrebbero riaprire i negozi e gli esercizi che sono rimasti chiusi durante la fase di zona rossa. E forse anche le scuole, ma c’è chi predica cautela

Per quel che lo riguarda, il premier Mario Draghi ha intenzione di riaprire le scuole il prima possibile. “Sarà la prima attività a essere riaperta, appena le condizioni lo permetteranno”, ha detto il presidente del Consiglio venerdì sera in conferenza stampa. Precisando che la riapertura riguarderà le scuole d’infanzia, le elementari e la secondaria di primo grado fino alla prima media. In attesa di tornare tutti in rosso il 3-4 e 5 aprile, c’è chi spera di tornare prima in fascia arancione. Anche se i giorni utili per le riaperture prima di Pasqua sarebbero solo tre. L’interrogativo che pesa sulla riapertura delle scuole è come sempre quello dei trasporti. Per tre giorni ci sarebbero più persone in movimento, più possibilità di assembramenti, in regioni che hanno fatto il possibile per tornare in zona arancione (o gialla). E che potrebbero veder vanificati i loro sforzi con dati nuovamente in rialzo subito dopo Pasqua. Ancora non è certo se a decidere sulla riapertura di scuole e negozi sarà il governo, o piuttosto Regioni stesse. Probabilmente potranno esercitare il potere di riapertura in autonomia, sempre se i contagi lo permettano.

Shopping pre-pasquale

Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto, Puglia, Molise e Provincia autonoma di Trento hanno speranza di tornare in arancione. Un’ipotesi che piacerebbe molto ai ristoratori e a tutti quei negozi e a quegli esercizi (come anche i parrucchieri e centri estetici) che hanno dovuto chiudere in queste due settimane. Sarebbe un modo per riuscire a fare cassa prima di Pasqua, sfruttando una manciata di giorni utili agli acquisti pre-pasquali. E dal momento che non si può viaggiare, questa soluzione piacerebbe anche a quei consumatori che possono permettersi di spendere nonostante la crisi economica. Sarebbe una situazione ‘win-win’ per il commercio. Ma giornate di spese pazze prima di Pasqua potrebbero far risalire l’Rt e far tornare le Regioni in rosso dal 6 aprile.

Ossigeno

Sull’argomento Francesca Leoncini di Italia Viva, assessore al commercio del III Municipio di Roma, ha dichiarato a In20righe.it: “Questo lockdown sta mettendo a dura prova le attività commerciali. Se le condizioni generali dell’emergenza sanitaria lo permetteranno, penso che sia opportuno consentire agli esercizi commerciali di riaprire il prima possibile. Sarebbe una piccola boccata d’ossigeno per il settore e consentirebbe di non perdere del tutto il periodo delle festività pasquali”.

Bollettino

Un bel rebus dunque. Il bollettino del coronavirus di domenica 21 marzo è ancora poco incoraggiante a livello nazionale: 20 mila 159 nuovi casi, 300 morti e il tasso di positività che si alza di nuovo al 7,3%. Il quotidiano Repubblica nella sa versione online segnala qualche novità incoraggiante. Secondo i dati della Cabina di regia anti-Covid, dopo cinque settimane di crescita, i nuovi casi di infezione in Italia tornano a scendere. “Per ora si tratta di un calo molto limitato dell’1,6%, ma si spera che rappresenti l’avvio di una tendenza più accentuata. Ci sono comunque – segnala Repubblica.it – ancora 12 Regioni dove si registra un aumento, mentre 7 e le due Province autonome osservano una discesa. Il numero degli esami è più o meno stabile. I tamponi molecolari e antigenici rapidi sono stati 2 milioni e 265mila”.

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