Arrestato ufficiale italiano, passava file top secret ai russi. Convocato l’ambasciatore di Mosca

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(foto Killian Cartignies on Unsplash)

Una spy-story che richiama i periodi bui della ‘guerra fredda’. Un ufficiale italiano è’ stato arrestato con l’accusa di spionaggio e rivelazione di segreto, un momento dopo aver intascato del denaro da un militare russo accreditato presso l’ambasciata di Mosca in Italia. L’ufficiale italiano è un capitano di fregata della Marina militare in servizio presso la Stato maggiore della Difesa. Non ne è stata ancora rivelata l’identità. Il militare russo al quale l’ufficiale italiano aveva consegnato file ‘top secret’ riguardanti la sicurezza nazionale (ma non solo, sembra che tra i file consegnati ci siano anche documenti relativi alla Nato) è stato fermato ma non arrestato per l’immunità diplomatica di cui gode e sarà espulso come persona non gradita. E con lui lascerà l’Italia il suo diretto superiore nella rappresentanza diplomatica di Mosca.

Come vuole la prassi la Farnesina si è mossa subito ed ha convocato l’ambasciatore di Mosca a Roma Sergey Razov al quale chiederà spiegazioni prima di prendere, se del caso, ulteriori misure. La rappresentanza diplomatica di Mosca per ora non ha commentato: “Speriamo che la vicenda non influisca sulle relazioni bilaterali” si è limitato ad affermare un portavoce. Dopo un’indagine che durava da mesi condotta dall’Aisi, l’Agenzia per la sicurezza interna, la spy-story che richiama i momenti più delicati della Guerra fredda – e che non ha precedenti nelle relazioni italo-russe perchè vicende simili, quando si sono verificati in passato, hanno riguardato la rivelazione di segreti industriali – si è conclusa in un parcheggio della capitale ieri sera quando sono scattate le manette per il militare italiano.

I carabinieri del Ros sotto al direzione della Procura di Roma hanno colto il flagrante il capitano di fregata e l’ufficiale delle forze armate russe durante lo scambio documenti-denaro. La somma intascata dal capitano di fregata della Marina militare in cambio della consegna all’ufficiale russo di documenti ‘classificati’, sembra riguardanti le telecomunicazioni militari, sarebbe di 5.000 euro.

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