A lezione di vita dal Covid-19. Tutto quello che non dovremo più dimenticare

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(Foto di Daniel Reche da Pixabay)

Siamo ancora in mezzo al guado, ma si vede la luce in fondo al tunnel. Dose dopo dose. Non dimentichiamoci cosa abbiamo imparato da questa esperienza, che ognuno di noi non vede l’ora sia finita e non vorrebbe mai più si ripetesse

Mentre abbiamo raggiunto il plateau della terza ondata in Italia e i contagi sono (finalmente) in diminuzione, negli USA invece si teme l’arrivo della quarta. Nonostante la più massiccia campagna di vaccinazione di sempre. Sembra quindi il momento, al di là di dosi mancanti e di problemi organizzativi, di fare il punto su quello che finora abbiamo imparato dalla pandemia. Perché indubbiamente, che ce ne rendiamo conto o meno e che lo vogliamo o meno, ognuno di noi nel suo piccolo ha imparato qualcosa da questa situazione. Qualcosa che rimarrà dentro di noi per sempre.

Planetizzazione

Il filosofo francese Edgar Morin parla di “planetizzazione“, che significa “comunità di destino per tutta l’umanità”. Abbiamo così scoperto sulla nostra pelle che la libertà di viaggiare senza restrizioni, questo essere figli della Terra e non solo della propria patria, è un privilegio che dobbiamo ormai usare con coscienza e parsimonia. Un piccolo virus scoperto in una città sconosciuta della Cina è riuscito a infettarci tutti in un battito di ciglia. Il mondo non sarà mai più come prima, così come lo avevamo conosciuto. Allora bisogna incominciare a riflettere su cosa dobbiamo tenerci stretto di questa esperienza, che è ancora ben lontana dall’essere passata. Usi e abitudini che ci potranno aiutare anche in futuro se vogliamo evitare di ritrovarci in una situazione di precarietà e di pericolo come questa.

Luce

Che cosa dovremmo mantenere anche dopo la pandemia? Alcune delle lezioni che abbiamo imparato dall’era della quarantena hanno resto le nostre vite più ricche, più sane, più significative. C’è una luce alla fine del tunnel. Ogni giorno cresce e appare un po’ più vicina, un po’ più luminosa. Con ogni iniezione del vaccino Covid-19, ci auguriamo che si stia avvicinando la fine del distanziamento sociale e dell’isolamento; la riapertura di scuole, aziende e case. Naturalmente, anche se il mondo potrà diventare di nuovo un luogo familiare, non tornerà ad essere esattamente com’era. E in parte è una buona cosa. Anche se c’è da piangere per tutte le vite perse fino ad oggi e per quelle che ancora perderemo.

Regole

È diventato chiaro che dovremmo fare di più per proteggere le persone con cui interagiamo quotidianamente, rispettandone gli spazi. Dovremo ripensare alle nostre modalità di vita, a partire dall’uso della tecnologia per essere vicini alle persone che ci sono care. Dovremo far circolare l’aria fresca che ci circonda quando ceniamo e lavoriamo e in quei momenti in cui da soli o in famiglia possiamo toglierci le mascherine. Anche quando non saranno più obbligatorie in strada, dovremo continuare ad avere le mascherine in ufficio, nei negozi. La protezione nostra e degli altri non ci deve più spaventare. Così come dovremo continuare a mantenere le distanze. E dovremo essere consapevoli di quanto sia fugace il nostro tempo, per sfruttarlo al meglio.

Coscienza sociale

Abbiamo imparato a stare in fila in modo ordinato, non saltandoci addosso l’uno con l’altro. Dovremo continuare a essere più rispettosi. Come dovremo mantenere la nostra risvegliata coscienza sociale, affinché non ci sia più nessun furbetto che salta le code per vaccinarsi prima di chi ne ha più bisogno. Dobbiamo continuare a lottare per gli altri, per le categorie più fragili, per i lavoratori che hanno perso lo stipendio a causa della pandemia, per tutti coloro che sono stati meno fortunati di noi. Dovremmo continuare ad avere a cuore nonni e genitori, che oggi non possiamo abbracciare e non lasciarli mai più soli. Per non dimenticarci mai dei nostri cari dovremo continuare a utilizzare le tecnologie per celebrare ricorrenze importanti delle famiglie. Non dovremo smettere di vivere il più possibile all’aperto. Camminare all’aperto, mangiare all’aperto, fare sport all’aperto. Infine, dovremo mantenere la consapevolezza della nostra fragilità e di ciò che ci aiuta a considerare tutto quello che nella nostra vita è più significativo. Essere vicini alla morte e sopravvivere ci aiuta a glorificare la vita che verrà.

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