La caccia al vaccino. In arrivo 4,2 milioni di fiale. E il generale ‘stoppa’ De Luca

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Commissario Figliuolo

L’emergenza nell’emergenza Covid è il vaccino che non c’è, oltre alle polemiche inutili. Come quelle innescate da quei governatori che vorrebbero agire per conto loro senza tener conto delle regole imposte dal governo. E lo dimostra il ‘franco’ botta e risposta tra il presidente campano Vincenzo De Luca e il generale-commissario all’emergenza, Paolo Figliuolo che, echeggiando Draghi, ha tuonato: “Niente deroghe alle priorità nella campagna vaccinale”

E quando il vaccino c’è le somministrazioni vanno a rilento rendendo quasi irraggiungibile il traguardo delle 500.000 inoculazioni al giorno, obiettivo sbandierato a più riprese dal governo, da raggiungere entro la fine di questo mese. Al momento siamo sotto quota 300.000. Nella settimana dal 15 al 22 aprile, comunica la struttura di Figliuolo, è prevista l’inoculazione di 315.000 fiale al giorno tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca: un andamento vaccinale più lento del previsto che ci pone in coda agli altri grandi paesi europei come Germania, Francia e Spagna. Per non parlare del Regno Unito ormai giunto all’immunità di gregge. Ecco perchè l’accelerazione impressa dall’azione di governo in queste ore è centrata sul reperimento di quante più dosi di vaccino possibile da distribuire poi alle Regioni. Perchè è proprio dalle Regioni che giungono proteste e lamenti sulla mancanza delle fiale immunizzanti.

Ma le cose stanno per cambiare: sono in arrivo questa settimana circa 2 milioni e 200.000 dosi di vaccino. In particolare da oggi, fino a mercoledì, è previsto un nuovo carico settimanale di Pfizer (con un aumento di circa un milione e mezzo di dosi). A queste, si aggiungeranno poi altre 400mila di Moderna. Domani 360.000 dosi saranno stoccate nell’hub della Difesa a Pratica di Mare: 184.800 riguardano il primo carico di Johnson & Johnson mentre altre 175.200 sono di AstraZeneca. Quindi sarebbero oltre 4,2 milioni i vaccini che verranno complessivamente consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle Regioni. In particolare è prevista la distribuzione di oltre tre milioni di Pfizer suddivisi in due mandate di 1,5 milioni, circa mezzo milione di AstraZeneca, oltre 400 mila di Moderna, e di più di 180 mila di Johnson & Johnson.

In questa situazione e in questo clima – che ci vede obiettivamente in difficoltà – non c’era bisogno di una polemica sull’utilizzazione dei vaccini come quella tra la Campania e il generale, nata dal tentativo di De Luca di sottrarsi alle regole generali sulle fasce d’età per vaccinare secondo altre priorità. Polemica poi rientrata con lo stop del generale Figliuolo al governatore. “La Campania – aveva detto De Luca – è stata una regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore altro è la stupidità. Ho appena finito di parlare con il commissario Figliuolo al quale ho detto che una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di età. Dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta”. Ma è arrivata subito la frenata del generale che – presumibilmente dopo essersi consultato con Draghi – è stato perentorio: “la campagna vaccinale deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale senza deroghe ai principi che la regolano con riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie”. “L’obiettivo – conclude Figliuolo – è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase, prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”.

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