Damasco ora è sicura. Per Copenaghen i profughi siriani possono tornare a casa

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Rifugiati Danimarca Damasco
(foto Freedom House da Flickr)

Damasco? È di nuovo sicura e i rifugiati possono tornare in Siria. Parola del governo di Mette Frederiksen, premier e leader socialdemocratica in Danimarca. L’obiettivo finale di Copenaghen è quello di zero richiedenti asilo. A cominciare a dover fare i bagagli sono i profughi siriani provenienti dall’area della capitale Damasco. In molti hanno ricevuto una mail in cui si comunica che il loro permesso di soggiorno non sarà rinnovato. Le autorità danesi avevano riclassificato la capitale siriana come sicura già a partire dall’estate scorsa. Al momento la Danimarca è l’unico paese in Europa che ha cominciato a rivedere la politica dei permessi di soggiorno per i profughi siriani.

Ong

Immediata la protesta delle organizzazioni umanitarie. Il fatto che non ci siano combattimenti a Damasco – sostengono – non rende la città un luogo sicuro per il ritorno dei profughi. In realtà, poiché la Danimarca non ha ha ufficialmente contatti con con il regime di Bashar Assad, le espulsioni per il momento non possono essere eseguite. Così i rifugiati siriani senza più permesso e che rifiutano di lasciare volontariamente il Paese, finiscono nei campi profughi danesi. Molto deciso il ministro socialdemocratico per Immigrazione e integrazione, Mattias Tesfaye, il quale ha detto esplicitamente di fidarsi della valutazione fatta dagli organismi competenti. Tesfaye ha precisato che non farà alcuna eccezione, semplicemente perché qualche caso particolare è apparso in televisione.

Dissuasione

In base alla legislazione danese i permessi di soggiorno vengono rilasciati per un periodo di tempo limitato. E non appena la situazione lo consenta, i permessi sono ritirati o non più prorogati e i profughi devono devono fare rientro nei loro Paesi di origine. La Danimarca offre sostegno finanziario ai rifugiati che se ne vanno volontariamente. Più in generale Copenaghen cerca di dissuadere i potenziali richiedenti asilo dal cercare protezione in Danimarca. Di recente è stata presentata una proposta di legge per limitare la presenza di “non occidentali” in zone periferiche e particolarmente disagiate delle città, generalmente conosciute come “ghetti”. Il governo danese intende limitare il rischio del crearsi di quelle che definisce “società parallele”, per religione e cultura, in contrasto il modo di vivere danese.

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