“Aprite tutto”, vantaggi per pochi e calvario per i più. I dehor e i nuovi disperati del parcheggio sparito

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Dehors più
(foto jacqueline macou da Pixabay)

Forse i due ‘fenomeni’ della politica nostrana non hanno fatto bene i calcoli. Alla continua caccia di voti (per poi al massimo farci fare la fine dell’Ungheria di Orban) sembrano farsi più nemici, che finti amici. Il grido “riaprire tutto” ancora echeggia, ma è sovrastato dallo stridore di martelli e trapani che costruiscono dehor a tutto gas. C’è un tuttavia un problema, e anche bello grosso. Nelle grandi città, ma anche in quelle medie, lo spazio pubblico invaso da pedane, tavolini e ombrelloni – a titolo totalmente gratuito – viene tolto a tutti gli altri cittadini.

Vigili

Automobilisti inviperiti senza più la possibilità di parcheggiare e con i vigli alle calcagna. Sì, perché come sempre accade in Italia i gruppi corporativi sostenuti dai politici affamati di consenso se la godono. Mentre la massa indistinta della cittadinanza viene tartassata. Marciapiedi e zone di parcheggio sono invasi e a pagare la multa per un divieto di sosta, dopo aver girato per ore alla ricerca di uno spicchio di posto, sono sempre i soliti sfigati. In genere si tratta di cittadini perbene, persone ammodo che hanno sempre pagato le tasse e che oggi si ritrovano per di più cornuti e mazziati.

Da bere

I finti eroi dell’Italia “da bere” sono pronti alla nuova cuccagna, salmodiati dagli italici fratelli e dai verdeggianti padani. A tutti gli altri non resta che tirare la caretta. Ma oggi, e chissà per quanto tempo, con un onere in più: vedersi privati della libertà di spostamento. Proprio così, perché prendere l’auto per andare a fare la spesa può diventare un nuovo incubo. Al ritorno non si troverà parcheggio. I pochi posti rimasti sono contesi a suon di clacson e di improperi. Come sempre la ‘coppia che scoppia’ della nostra politica urla: “Libertà”, ma quello che offre al povero popolo bue sono soltanto nuovi gioghi.

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