Avocado
(foto Juraj Varga da Pixabay)

Dalla Nigeria all’Uganda. Dall’ovest all’est del continente africano, passando per il Kenya. È partita la scommessa avocado, il frutto del momento. C’è già chi parla di nuovo “oro verde” e di sfida aperta ai grandi produttori dell’America latina, a partire dal leader Messico. Il mercato dell’avocado appare insaziabile. Per questo il frutto verde a forma di pera con il grande nocciolo centrale è diventato un prodotto di esportazione redditizio. Particolarmente ricco di grassi ‘buoni’, gli omega-3, grassi l’avocado è un cult nelle diete e promette di proteggere il cuore e rafforzare il sistema immunitario. Negli Stati Uniti il consumo pro capite è aumentato del 406% tra il 1990 e il 2017. L’export si apre a mercati vasti dall’Ucraina e al Regno Unito. In Italia si è cominciato a coltivarlo in alcune zone della Sicilia, della Calabria e della Sardegna.

Produzione

Ombre e polemiche si sono scatenate sulla coltura industriale nei principali paesi esportatori del Sud America. Sfruttamento del suolo e dell’acqua, distruzione della biodiversità sono state collegate dagli ambientalisti alla produzione dell’avocado. Ma la domanda globale ha continuato a crescere. Così l’oro verde sta rapidamente guadagnando popolarità nel continente africano. Il Kenya è già tra i primi 10 esportatori, la Nigeria e l’Uganda mirano ad aumentare drasticamente la loro produzione. Ma l’approccio alla coltivazione appare decisamente sostenibile, poiché si basa sui piccoli coltivatori e in aree climaticamente caratterizzate da piogge abbondanti. In Kenya i piccoli coltivatori, che possiedono circa 2 ettari di terreno soltanto, stanno già guidando la produzione.

Vasche da bagno

Secondo il Water Footprint Network occorrono 2 mila litri di acqua, 10 vasche da bagno piene, per coltivare un solo chilo di avocado. Una ‘sete’ che in Cile sta influendo sulla disponibilità di acqua per il consumo umano. L’idrobiologo dell’università di Innsbruck, Ruben Sommaruga, spiega all’emittente DW: “La parte centrale e meridionale della Nigeria riceve precipitazioni relativamente elevate. Lo stesso anche il sud dell’Uganda. In Kenya la coltivazione di avocado viene effettuata principalmente a nord di Nairobi, dove le montagne trattengono la maggior parte della pioggia”. Per gli agricoltori africani il raccolto di avocado si presenta come un antidoto alla povertà nelle aree rurali.

Polpa cremosa

E comunque, secondo il quotidiano britannico The Guardian, in Nigeria l’ex presidente, Olusegun Obasanjo, ha definito il frutto “il nuovo petrolio”, al momento risorsa chiave del paese. Obasanjo possiede 20 ettari coltivati ad avocado “Hass”. La varietà più adatta all’export, originaria della California. Si pela con facilità e ha una polpa cremosa e senza fibre. L’Avocado Society of Nigeria (ASN) ha avviato programmi di addestramento rivolti ai piccoli agricoltori e ha fornito loro le piantine. Obiettivo, dice a DW il direttore esecutivo dell’ASN, Adeniyi Sola Bunmi: “Fare del nostro paese il più grande esportatore di avocado dell’Africa entro il 2030”.