Il 91% delle reazioni post vaccino non sono gravi. Il rischio di non usare tutte le dosi

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Vaccino reazioni
(foto account facebook Medical Facts di Roberto Burioni e Torstensimon da Pixabay)

Gli effetti indesiderati dei vaccini anti Covid-19 inducono ancora tanti a non farsi vaccinare. I dati sulle reazioni post somministrazione però sono rassicuranti. Resta l’attesa di ottenere il green pass

Finalmente ci avviciniamo a ottenere il tanto atteso ‘green pass’. Il certificato per chi si è vaccinato contro il Covid-19. I virologi incominciano a vedere una luce in fondo al tunnel. “Ragionevole dare maggiore libertà ai vaccinati e ai guariti”, ha dichiarato il professor Roberto Burioni alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”. Intanto a darci fiducia, ma anche un pochino di timore, è il nuovo report dell’Aifa. Vengono riportate “56.110 segnalazioni” di reazioni al vaccino “su oltre 18milioni di somministrazioni”. Di queste il 91% non sono gravi. Potenzialmente come correlabili al vaccino vengono indicati 3 decessi.

Inoculazione

I dati si riferiscono al monitoraggio e alla sorveglianza farmacologica delle reazioni per i quattro vaccini approvati e distribuiti in Italia. Cioè Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Gli eventi registrati come non gravi si riferiscono a dolori dovuti all’inoculazione nel braccio, a febbre e ad astenia, che di solito insorgono lo stesso giorno della somministrazione e durano al massimo 48 ore. Le segnalazioni di episodi gravi sono circa l’8,6% del totale (27 eventi gravi ogni 100 mila dosi somministrate). Questo indipendentemente dal tipo di vaccino o che si tratti della prima o della seconda dose.

Patologie

In generale, le reazioni avverse al vaccino sono maggiori tra le donne rispetto agli uomini. A fronte del 57% delle dosi somministrate al sesso femminile e del 43% a quello maschile, il 75% delle segnalazioni riguardano donne. I casi di trombosi venose intracraniche e atipiche in persone vaccinate con AstraZeneca sono in linea con i dati dell’Agenzia Europea dei Medicinali. Al 26 aprile le segnalazioni di trombosi venose intracraniche sono state 29 e 5 i casi di trombosi venose in sede atipica. La maggior parte di questi eventi ha interessato donne (65%) di età media 48 anni e solo il 35% uomini di età media 52 anni. L’insorgenza della patologia si è verificata circa 8 giorni dopo la prima somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Campagna

Intanto, al di là della questione reazioni, la campagna vaccinale continua a spron battuto, con più di 500 mila persone vaccinate al giorno. Ma c’è ancora penuria di dosi, motivo per cui molte Regioni ancora non sono riuscite ad aprire le prenotazioni per tutti gli over 50. Il Lazio che è stato costretto a rimandare la seconda dose di Pfizer a chi avrebbe dovuto riceverla a partire dal 17 maggio prossimo.

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