Migliaia di migranti premono su Ceuta. La Spagna invia l’esercito nell’enclave in Marocco

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Ceuta enclave
(immagine da account Twitter El Pais)

Lampedusa, ma non solo. Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco che si affaccia sullo stretto di Gibilterra, è stata assaltata da un numero record di migranti. Almeno 6 mila persone, ma altre fonti parlano di 8 mila, hanno raggiunto con ogni mezzo in un solo giorno il territorio spagnolo. Tra i migranti ci sarebbero oltre 1.500 minori. Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha subito raggiunto la città per affrontare l’emergenza e ha promesso che verrà ristabilito l’ordine. Secondo le autorità di Madrid almeno 2.700 migranti sono già stati rimandati indietro. Soldati spagnoli sono stati schierati sulla linea di confine per aiutare le forze dell’ordine e la polizia di frontiera.

Via mare

La maggior parte dei migranti si è avventurata in mare per superare le barriere che bloccano l’accesso all’enclave. I migranti provengono soprattutto dal Marocco. Anche le forze di sicurezza marocchine sarebbero intervenute con il lancio di gas lacrimogeni per cercare di disperdere la folla che preme sul confine. Altre fonti segnalano invece che i poliziotti marocchini sarebbero rimasti a guardare mentre i migranti si avventuravano in mare. Secondo l’agenzia Efe alcuni migranti hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza spagnole a Ceuta. Altri tentativi di ingresso illegale di migranti dall’Africa sub-sahariana anche a Melilla, l’altra enclave spagnola in Marocco.

Sahrawi

Sánchez ha annullato un viaggio a Parigi, dove doveva partecipare a un vertice sugli aiuti finanziari per l’Africa. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha twittato: “I confini della Spagna sono i confini dell’Unione europea”. Le due città spagnole costituiscono il solo confine terrestre dell’UE con l’Africa. L’esplosione della bolla migranti sarebbe legata alla scelta di Madrid di consentire l’ingresso per cure mediche a Brahim Ghali, il 73enne presidente della Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi, non riconosciuta e anzi combattuta dal Marocco. Il governo di Rabat aveva ammonito la Spagna che dare rifugio a Ghali avrebbe portato “conseguenze”. Negli ultimi anni la collaborazione tra Madrid e Rabat aveva contenuto la pressione dei migranti sub-sahariani. Questi ultimi hanno cercato altre rotte verso la Spagna, in particolare attraverso le Canarie.

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