Ripartire dal Food & beverage. The European House – Ambrosetti, un settore che vale 64 mld di euro

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Ambrosetti
(foto da account Twitter The European House–Ambrosetti)

Ripartire dal Food&beverage, un business in grado di generare 64 miliardi di euro di valore aggiunto. The European House – Ambrosetti, piattaforma di cui fanno parte più di 350 Ceo di aziende italiane e di multinazionali operanti in Italia, ha presentato a Bormio “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage”. Un approfondito rapporto sullo stato di salute del settore dopo l’annus horribilis del Covid-19. Come ha sottolineato Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House–Ambrosetti, proprio la filiera agroalimentare nel suo complesso “ha saputo reggere meglio di altri comparto il duro impatto della pandemia”. Riportando nel difficile 2020 una flessione tutto sommato contenuta nel valore aggiunto (-1,8%).

Canali

Oltre la metà di quanti hanno partecipato a una apposita survey online di The European House – Ambrosetti ha mostrato ottimismo. E ha dichiarato di avere fiducia sulla possibilità di crescere nel 2021. I dati evidenziano una profonda modificazione nei canali di vendita. Se la Grande distribuzione (GDO) ha segnato un rialzo del 2,2%, l’Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) al contrario ha subito una pesante contrazione pari al 36,5%, tornando ai livelli del 2002. Da segnalare poi la rinata vitalità dei negozi di prossimità, che con i vari lockdown hanno potuto riposizionarsi e incrementare la propria quota di mercato al 18,9%.

Delivery

Sul fronte e-commerce, le vendite del settore food&grocery hanno contato solo per l’1,7% del totale acquisti, ma con una crescita del 56%. In netta ascesa il food delivery, che ha generato nel 2020 un valore pari a 706 milioni di euro e punta per il 2021 a un giro di affari da 1 miliardo di euro. Il servizio di delivery ha raggiunto il 100% dei comuni con almeno 50 mila abitanti e i pagamenti sette volte su dieci sono stati effettuati con modalità cashless.

Concorrenza

C’è quindi il capitolo export. Il quadro generale per The European House – Ambrosetti è stato positivo. Con un valore record di 46,1 miliardi di euro, in crescita dell’1,8% rispetto al 2019. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, la bilancia commerciale italiana del settore ha avuto un saldo positivo di 3,1 miliardi di euro. Resta comunque molto da fare per battere la concorrenza di paesi come la Francia, ma anche la Spagna. Significativo il fatto che un mercato strategico come quello cinese non sia ancora tra i primi dieci destinatari di prodotti agroalimentari italiani.

Civetta

L’Italia risulta essere la prima destinazione enogastronomica al mondo e il nostro Paese conta più ristoranti di cucina nazionale nelle principali metropoli mondiali. Tuttavia, troppo spesso i prodotti del Made in Italy vengono replicati in modo ingannevole, facendo leva su materie prime non italiane e usando nomi ‘civetta’. È, sottolinea il rapporto di The European House – Ambrosetti, “una piaga dolorosa che ferisce le vendite di prodotti nostrani all’estero e nei confronti della quale è necessario intervenire con azioni concrete e risolutorie”.

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