Roma, Raggi e i candidati a sindaco devono fare i conti con l’immondizia. Una soluzione prima che sia troppo tardi

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Immondizia Roma
(foto da account Facebook Dolmen s.r.l. e Carlo Calenda)

Il pasticciaccio brutto dei rifiuti romani. Tra cinghiali e gabbiani che gozzovigliano deve metterci mano il ministro della Transizione ecologica. Speriamo che sia la volta buona

Si avvicina l’estate e la tragedia romana della spazzatura puzzolente sotto il sole e al caldo cocente è appena all’inizio. Per fortuna dal 21 giugno, data indicata dal decreto “libera tutti” del governo Draghi, molti andranno in vacanza. E l’amministrazione Raggi spera che di nuovo, anche quest’anno, il problema dei cumuli dei rifiuti in strada finirà nell’oblio dell’estate. Complice anche il Covid, che non permetterà di visitare la capitale a un folto numero di turisti. Così la Città eterna non finirà sulle pagine dei quotidiani internazionali a causa della sua immondizia. Ma scongiurato il commissariamento il problema non si risolverà da solo. Nelle ultime ore è giunto l’intervento del ministro della Transizione ecologica per evitare il peggio.

Toppe

La spazzatura è il nodo più difficile che dovrà sciogliere il nuovo sindaco di Roma. Nonostante il tempo in più che alla politica è stato regalato, sempre complice il Covid, le elezioni amministrative sono alle porte. A destra manca ancora la candidatura forte e a sinistra quella unitari. Restano incerte le speranze per un cambio (questa volta davvero radicale) alla guida della capitale. Roma è allo stremo e allo sbando. Non solo per i l’immondizia. Sembra sempre di più una città lasciata a se stessa. In questi ultimi mesi di mandato, qualcuno ha consigliato alla sindaca Raggi di aprire tutti i cantieri possibili per rimettere a posto le strade. Una iniziativa tardiva di riconciliazione con i romani, traditi dalle promesse grilline di rinnovamento. L’amministrazione pentastellata sta mettendo – come si dice – una toppa, nel vero senso della parola, tappando i buchi delle strade.

Elezioni

Ma è sui rifiuti che si farà (e probabilmente si vincerà) la campagna elettorale. Su 7colli.it, il sito di informazioni dedicato alla città di Roma e al Lazio, si legge: “Il candidato sindaco che indicherà una soluzione vera per i rifiuti, vincerà”. Alla fine è dovuto intervenire il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, promettendo una soluzione prima dell’estate. () Ma mentre i lavori sono in corso, eccola l’estate.

Risposte

Il tentativo del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, di commissariare la Raggi per i rifiuti è stato bloccato dall’ennesimo ricorso al Tar. Il Pd, forse troppo tardi, è all’attacco e non sembra voler mollare sulla questione immondizia. Gualtieri, il probabile candidato sindaco del centrosinistra, incalza: “La giunta Raggi ha festeggiato prematuramente la sentenza del Tar senza averla letta. Si legga la delibera della Regione, perché c’è urgenza di dare una risposta per evitare che Roma sia sommersa dai rifiuti”.

Calenda

Il candidato che si propone come totale alternativa, con l’appoggio anche di Italia Viva, Carlo Calenda, fa ironia sui social: “Giuro, che ho appena fatto una trasmissione con un giornalista pro Raggi, che sosteneva che i gabbiani vengono a Roma perché c’è la plastica nel mare. Non per i sacchetti abbandonati dell’immondizia. Mah”. Forse non c’è proprio altro da dire sulla questione. Ma chi deve fare qualcosa, lo faccia e in fretta. Si dimostrerà così che qualcosa si poteva fare e, invece, non è stato fatto in cinque anni di amministrazione Raggi. I romani, davvero, non ne possono proprio più.

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