Hasta il vaccino siempre! Da Cuba il siero dell’orgoglio per combattere il Covid-19

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(foto account FB Granma)

Arriva il vaccino dei Caraibi, “made in Cuba”. La piccola isola di Fidel e del Che ancora una volta ha fatto da sola. Ha prodotto Abdala, un vaccino contro il coronavirus che negli studi clinici ha mostrato una efficacia al 92.28%. Un risultato che lo mette sulla stessa linea di Pfizer-BioNTech o Modern, prodotti da multinazionali miliardarie con l’appoggio economico dei governi delle maggiori potenze mondiali.

Orgoglio

Abdala richiama il titolo di un dramma patriottico scritto nel XIX secolo da José Martí, l’ero dell’indipendenza di Cuba dal dominio coloniale spagnolo. Un nome considerato con orgoglio “perfetto” per il primo vaccino contro il Covid-19 sviluppato in America Latina. Un risultato ottenuto nonostante il blocco USA conto L’Avana, drammaticamente inasprito da Trump. La minuscola Cuba, isola di 11 milioni di abitanti, ha compiuto un grande passo nella lotta al virus e con generosità si prepara a condividere il vaccino, dal Venezuela al Vietnam. Nonostante “el bloqueo”, l’embargo yankee, Cuba si è dotata nel tempo di un sistema sanitario, non solo gratuito ed efficiente, ma anche decisamente avanzato nel campo della ricerca biomedica.

Díaz-Canel

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, da pochi mesi subentrato a Raul Castro anche nella guida del Partito Comunista cubano, parla apertamente di trionfo dell’industria biotecnologica nazionale. “Questo successo può essere paragonato solo alla grandezza dei nostri sacrifici. È un esempio dell’orgoglio con cui il Paese ha sviluppato sua industria farmaceutica, che dal 1962 convive con l’embargo economico statunitense”. L’emittente DW segnala la figura di Gerardo Enrique Guillen Nieto, direttore della ricerca presso il Centro di ingegneria genetica e biotecnologia (CIGB) dell’Avana. Proprio lì dove è stato sviluppato Abdala.

Tempo pieno

“Abbiamo lavorato a tempo pieno – racconta – senza sabato né domeniche. Dall’alba fino a tarda notte, senza un attimo di riposo. E siamo euforici, perché i risultati hanno superato tutte le nostre aspettative. Sapevamo che il vaccino era molto buono, ma nemmeno io mi aspettavo un risultato del genere”. Il vaccino cubano segue un percorso diverso da tutti gli altri. È un cosiddetto vaccino proteico. Utilizza in positivo la proteina spike del virus per innescare una risposta immunitaria. “Sappiamo che alla fine dobbiamo sempre fare affidamento su noi stessi, sulle nostre forze e capacità”, ha detto Nieto. Abdala viene somministrato in tre dosi, con due settimane di intervallo tra ogni inoculazione. Il governo ha lanciato la campagna di vaccinazione a metà maggio. 2,2 milioni di cubani hanno già ricevuto la prima dose, 1,7 milioni la seconda e 900 mila la terza. In fase di sperimentazione anche un secondo vaccino locale, il Soberana 2.

Fiducia

Nelle previsioni il 70% della popolazione dovrebbe ricevere il vaccino entro agosto. È una corsa contro il tempo, perché il numero di nuovi contagi nell’isola caraibica. La variante Beta, quella prima denominata sudafricana, entrata a Cuba a gennaio è quella predominante. Quasi 1.200 persone sono morte di Covid nell’isola. “Qui c’è un livello di fiducia senza precedenti – ha detto Nieto -. “Le persone sono ansiose di essere vaccinate. Nessuno qui penserebbe di non farsi vaccinare, perché tutti sanno quanto sia importante”.

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