Azzurri sul tetto d’Europa, il ‘grazie’ di Mattarella e Draghi. Roma in delirio

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(foto quirinale.it)

Azzurri sul tetto d’Europa e un paese intero in festa per una vittoria sportiva sugli inglesi (4 a 3 ai rigori, ai supplementari si era andati sull’1-1) ottenuta nel tempio del calcio, a Wembley, ieri sera un catino infernale, davanti a 60.000 tifosi scatenati che incitavano i Tre Leoni.

Tifosi che erano pronti a festeggiare e che sono invece usciti dallo stadio sconfitti, delusi, arrabbiati e anche totalmente privi di fair play, come un paio d’ore prima hanno dimostrato i fischi all’inno di Mameli. Un difetto che li ha accomunati, ieri sera, ai calciatori dei Tre Leoni sconvolti e delusi loro per primi al punto di decidere di lasciare il campo di gioco nel momento della premiazione della squadra italiana e di togliersi subito dal collo la medaglia d’argento appena ricevuta dai vertici Uefa. Un rifiuto della sconfitta ingiustificato che non fa loro onore.

Onore invece che l’Italia ha tributato ufficialmente oggi, e al massimo livello, ai 27 azzurri del ct Roberto Mancini per la loro storica impresa: vincere i campionati europei 53 anni dopo la prima volta, e in un giorno, l’11 Luglio, che riporta a quella stessa data del 1982 quando gli azzurri si laurearono a Madrid campioni del mondo, con Pertini in tribuna. A Londra ieri sera c’era Sergio Mattarella, che ha esultato ma nel suo modo composto al gol di Bonucci, un capo dello stato anche in veste di ‘portafortuna’ della squadra italiana. Come in tribuna c’era Napolitano, nel 2006 ai mondiali di Berlino, altro appuntamento vittorioso per il tricolore. La squadra italiana aveva oggi due importanti appuntamenti in una città impazzita di gioia al passaggio del bus degli azzurri: il Quirinale e palazzo Chigi, per gli incontri con Mattarella e Mario Draghi che hanno voluto farsi interpreti della gratitudine di un popolo intero per l’impresa di Wembley. “Questo non è giorno di discorsi ma di applausi e ringraziamenti. Complimenti! Ieri sera – ha detto il capo dello stato agli azzurri nei giardini del Quirinale – avete meritato di vincere ben al di là dei rigori perchè avete avuto due pesanti handicap: giocare in casa degli avversari in uno stadio come Wembley e il gol a freddo che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Siete stati accompagnati e circondati dall’affetto degli italiani e li avete ricambiati rendendo onore allo sport. Così come ha fatto Matteo Berrettini (anche il tennista romano era al Quirinale come era ieri sera in tribuna nello stadio accanto al capo dello stato, ndr) arrivando alla finale di Wimbledon. Ma la rimonta del primo set equivale a una vittoria”.

“Avete reso onore allo sport, per il legame lungo che vi ha unito, manifestando armonia di squadra nel gioco e tra voi. Complimenti e grazie per questo a Roberto Mancini” ha concluso così il suo breve intervento Mattarella. In prima fila Mancini, Chiellini (che non ha abbandonato la coppa nemmeno per un momento) Bonucci e Berrettini, dietro tutti gli altri. “È un onore essere qui. Siamo felici di aver dato una gioia e una speranza agli italiani dopo un periodo così difficile – ha detto Mancini – Dedico la coppa a tutti gli italiani, in particolare a quelli che risiedono all’estero. Ancora non siamo consapevoli di quello che abbiamo fatto”. Alla fine della visita al Quirinale i 27 sono rimontati sul bus che ha traversato il centro della capitale per raggiungere piazza Colonna con la folla assiepata lungo il percorso ad applaudire. Alle 18,30 il bus e la coppa sono arrivati davanti palazzo Chigi dove c’erano un migliaio di persone ad applaudire Mancini e i suoi insieme a Berrettini; e Draghi, uscito a piedi ad accogliere i ‘leoni’ di Wembley, quelli del tricolore.

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