Miliardari nello spazio. Un luna park che pesa sui cambiamenti climatici

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Miliardari
(foto blueorigin.com)

L’Europa centrale devastata dalle inondazioni, il Nord America prigioniero del caldo a 50 gradi e degli incendi. Il cambiamento climatico mostra il suo volto più terribile. Mentre milioni di cittadini globali si mobilitano per difendere il Pianeta, alcuni miliardari lanciano il paradossale Far West del cosiddetto turismo spaziale. Non solo per gli allarmi di Greta Thunberg, una stragrande maggioranza di persone è preoccupata per il clima e comprende l’emergenza di intervenire.

Next Generation EU

In tanti, in attesa dei mega programmi governativi come il Next Generation EU, danno il loro piccolo contributo quotidiano per ridurre le emissioni. C’è chi decide di andare a piedi o sceglie la bicicletta, invece dell’auto. Chi si impegna a non sprecare cibo, a ridurre il consumo di carne e composta regolarmente i rifiuti organici. E ancora chi rinuncia a una trasvolata transatlantica di linea, se non davvero indispensabile. E i miliardari? Se ne fregano. Da Jeff Bezos a Richard Branson, a Elon Musk hanno scoperto un nuovo ‘giocarello’ i viaggi spaziali, unicamente per divertirsi, per provare emozione. Una scelta di egoismo puro, caratteristica di questi tempi di crescenti diseguaglianze sociali. Uno show arrogante, gonfiato a dismisura da media e social media, che svaluta materialmente e moralmente i tanti piccoli sforzi per proteggere la Terra e il suo clima.

Carbon footprint

Il turismo spaziale, se prenderà piede, si lascerà dietro una indelebile impronta di carbonio. Quella “carbon footprint”, che valuta le emissioni di gas serra generate dalle attività dell’uomo. I micidiali gas, a partire dall’anidride carbonica, che intrappolano la radiazione solare all’interno dell’atmosfera, portando al surriscaldamento del pianeta e di conseguenza al cambiamento climatico. L’11 luglio scorso per il suo svago suborbitale con Virgin Galactic, il ‘Paperone’ Branson ha rilasciato emissioni analoghe a quelle di un volo passeggeri transatlantico andata e ritorno o dell’uso di una autovettura media per percorrere circa 4.800 chilometri.

Schiaffo

Divertirsi nello spazio è uno schiaffo non solo all’ambiente, ma anche alle condizioni di vita di chi è stato travolto dalla crisi. I biglietti di Virgin Galactic costano 250 mila e un posto sul volo di Blue Origin di Bezos è stato acquistato all’asta per 28 milioni di dollari. Follie di miliardari sostenute da chi difende la cosiddetta libertà individuale, in realtà egoismo cinico soltanto per pochi. Ci sono poi i ‘cerchiobottisti’, che provano a mediare e suggeriscono ai ricconi volanti di investire, in azioni pro ambiente e per la difesa del clima, le stesse somme che usano per il loro voli-gioco nello spazio.

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