Giustizia
(foto succo da Pixabay)

Dopo cinque mesi di polemiche e di scontri anche in seno alla maggioranza è passata alla Camera la riforma del processo penale.

Una legge firmata dalla ministra Cartabia e voluta fortemente da Draghi e dall’Ue che ha legato la concessione dei miliardi del Recovery Plan destinati al nostro paese ad un intervento legislativo forte per accorciare i pachidermici tempi dei processi in Italia. E’ la prima e forse la più importante delle riforme strutturali sollecitate da Bruxelles e poste come condizione per l’assegnazione dei fondi.

Alla fine, sopiti anche i mal di pancia dei Cinquestelle sul tema della prescrizione, (ieri i deputati M5s hanno votato quasi compatti la doppia fiducia al governo: 462 e 458 il computo dei voti sui due articoli della riforma), la maggioranza si è ricompattata con soddisfazione della Cartabia e soprattutto di Draghi che ha lavorato a lungo per raggiungere un compromesso accettabile da tutte le forze politiche che compongono la sua variegata e spesso rissosa maggioranza. Un ricompattamento che ha riguardato anche i Cinquestelle, gli osservati speciali con Giuseppe Conte alla sua prima vera battaglia politica come leader del Movimento. Così la riforma è passata: ieri il sì alle due fiducie poste dal governo e oggi l’Ok di Montecitorio al provvedimento finalizzato alla riforma del processo penale con 396 voti a favore, 57 contrari (Fratelli d’Italia e Alternativa c’è, cioè gli ex-grillini) e 3 astenuti. A favore anche Fi.

E Draghi, dopo tre giorni interi di votazioni, può tirare finalmente un sospiro di sollievo. Sulla giustizia, almeno fino a settembre, le acque si sono calmate e proprio nel giorno in cui inizia il ‘semestre bianco’, periodo in cui, secondo l’art. 88 della Costituzione, il capo dello Stato non può esercitare la sua prerogativa più influente, cioè sciogliere anticipatamente le Camere e indire nuove elezioni. Oggi infatti iniziano gli ultimi sei mesi dei sette anni del mandato di Mattarella che prestò giuramento e si insediò al Quirinale il 3 febbraio 2015 (il semestre bianco è di solito un periodo turbolento dal punto di vista politico perchè i partiti potrebbero favorire o far emergere scenari di crisi di governo senza la paura di affrontare nuove elezioni). Ora il testo delle riforma del processo penale passa al Senato dove sarà esaminato alla ripresa autunnale.