Vendemmia 2021, partita in Sicilia. Previsto calo del 10%, ma Italia sarà leader mondiale

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(foto Jill Wellington da Pixabay)

Parte con sette giorni di anticipo rispetto allo scorso anno la vendemmia 2021 nel sud Italia. Le ondate di calore prodotte dai cambiamenti climatici hanno fatto schizzare le temperature a luglio anche oltre i 40 gradi, accelerando la maturazione delle uve nel Mezzogiorno. Il primo grappolo di uva bianca Chardonnay è stato colto nell’azienda agricola “Dei Principi di Spadafora” nel Comune di Monreale in Sicilia.

Percorso

Al nord il maltempo, sempre conseguenza dell’effetto serra, ha al contrario determinato un ritardo medio di dieci giorni. Il percorso della vendemmia, dopo le uve Chardonnay e Pinot, prosegue a settembre e ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello. Il tutto su una superficie complessiva di 658mila ettari coltivati a livello nazionale.

Stima

La situazione della vendemmia è stata monitorata da Coldiretti, che stima anche una riduzione della produzione italiana. Il calo previsto è valutato nel 5-10% a livello nazionale, per un quantitativo compreso tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri. Molto dipenderà dall’evoluzione delle temperature, che influiscono sulla maturazione, ma anche da eventuali nubifragi e grandinate, che hanno un impatto devastante sui vigneti. Si attende comunque una annata di qualità da buona a ottima. Nonostante il calo, l’Italia – precisa Coldiretti – sarà il primo produttore mondiale di vino. Per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna, che hanno subito anch’esse una riduzione dei raccolti, più marcata per i cugini d’Oltralpe.

Bottiglie

La produzione tricolore – sottolinea Coldiretti – può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi. Le bottiglie ‘made in Italy’ sono per circa il 70% a Docg, Doc e Igt. Con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt). Per il restante 30% si tratta dei cosiddetti “vini da tavola”. Una varietà che dimostra il ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare la Penisola, con la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

Giovani

“Con la vendemmia in Italia si attiva un sistema che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone. Impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia nelle attività connesse e di servizio”, spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Decisivo per il settore vitivinicolo “il protagonismo dei giovani agricoltori”. Le aziende agricole dei giovani coprono una superficie superiore di oltre il 54% rispetto alla media, hanno un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più.

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