(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Mario Draghi dice sì e taglia corto sulle polemiche relative all’obbligo vaccinale.

Il presidente del Consiglio pensa ad estendere i green pass e dopo aver invitato gli italiani a continuare a vaccinarsi condanna senza mezzi termini i No Vax, soprattutto quelli che si sono resi protagonisti, spiega, di una “violenza vigliacca”.

Il premier e’ favorevole all’obbligo. Per lui si può fare, così come dice sì alla terza dose – all’inizio destinata per i soggetti più fragili – per rinforzare la protezione ad una popolazione che a fine mese sarà immunizzata con i vaccini all’80%. Draghi chiarisce il suo pensiero in una conferenza stampa, la prima dopo della ripresa. Quanto alle baruffe tra Salvini e Letta l’ex-numero uno della Bce le declassa a divergenze fisiologiche e anche comprensibili in una maggioranza così composita dove poi, tra i partiti e all’interno dei partiti, “esistono più anime, anche tre o quattro”.

“E che facciamo – chiosa con un sorriso – ogni volta dobbiamo sentirle tutte?”. “E’ chiaro che è auspicabile una convergenza e una stagione di disciplina” aggiunge. Sui diversi atteggiamenti dei leghisti in merito ad alcuni temi (vedi il voto contrario ad un emendamento del governo sui green pass in Commissione) un altro stop alle polemiche quando un giornalista gli chiede se è il caso di dar retta a Borghi o a Giorgetti… “La Lega ha un segretario che è Salvini, basta” taglia corto. Il premier, dopo aver difeso la ministra dell’Interno Lamorgese dagli attacchi del leder della Lega (“A me sembra che stia lavorando bene”) dribbla anche una domanda sul suo futuro e sul Quirinale: vede il Colle come un’altra possibilità? gli chiedono. Qui Draghi si inalbera leggermente: “Trovo offensivo definire il Quirinale ‘un’altra possibilità’, offensivo per chi in questo momento lo occupa. Io penso al governo, guardo avanti”. Chiarimento politico? “Quello lo fanno i partiti”. Quello che conta – spiega Draghi – è che il governo è unito nelle sue decisioni e “va avanti” e all’orizzonte “non si vedono disastri”. E sull’Afghanistan, al centro del suo colloquio serale con il presidente francese Macron’, dice “Come si fa a non accogliere i rifugiati?” spiegando che l’intervento umanitario è oggi l’unica cosa che può fare l’Occidente dopo la ritirata dal paese asiatico e la conquista del potere da parte dei Talebani.