Decreto sul green pass, alla fine la Lega vota sì

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Montecitorio
(foto Vlad Lesnov da it.wikipedia.org)

Alla fine è stato un sì e la tensione si è stemperata.

Dopo 48 ore in cui la maggioranza è andata in fibrillazione per i voti dei suoi che Salvini in un paio di occasioni ha fatto convergere sugli emendamenti della Meloni contraria al green pass, i deputati della Lega, sia pure in numero molto ridotto come presenze in aula (solo un terzo), hanno votato a favore del decreto Covid con le norme sul passaporto verde.

Ora il decreto, che scade il 21 settembre e che proroga a fine anno lo stato di emergenza nazionale e rivede i parametri sanitari per il passaggio di colore nelle Regioni, passa al Senato.

La progressività nell’estensione del green pass sia nel settore pubblico che in quello privato, cioè l’elemento di mediazione che sembra essere stato messo sul tavolo del confronto politico dal governo è stato uno dei fattori che hanno ammorbidito i leghisti e allentato il nervosismo tra i partiti della maggioranza, in particolare tra Lega e Pd. Il segretario dem ha incalzato più volte Salvini – tutte le volte che il leader leghista ha appoggiato gli emendamenti della Meloni – invitandolo a decidersi da che parte stare, se al governo o all’opposizione. Ricevendone in risposta l’assicurazione che la Lega resta convintamente nella maggioranza e che la sua battaglia contro il green pass generalizzato ha raggiunto i suoi obiettivi. Oggi a Montecitorio i voti a favore del decreto Covid di luglio sono stati 259, 34 i contrari, due gli astenuti. Solo un terzo dei deputati del gruppo della Lega ha partecipato alla votazione finale: 45 su 132. 

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