Metà dei deputati della Lega non vota il green pass-bis. Salvini li assolve “Sono liberi”

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Salvini processo
da profilo FB

“Sono liberi, siamo in democrazia e non in un regime”.

Matteo Salvini commenta così, minimizzando, l’atteggiamento della metà dei deputati della Lega che oggi a Montecitorio è risultata assente (69 su 132) nella votazione del secondo decreto sulla certificazione verde, quello sulla scuola e l’università, una delle misure anti-Covid simbolo dell’impegno del governo, sulle quali il premier Mario Draghi ha innestato il turbo chiedendo quattro fiducie in 48 ore. Il decreto è poi passato con 335 sì. Ora il provvedimento approda in Senato dove deve essere approvato entro il 5 di ottobre.

Le vistose assenze sui banchi della Lega (12 gli onorevoli in missione e quindi ‘giustificati’, 51 quelli che hanno proprio deciso di non partecipare al voto), sono state la plastica dimostrazione dei contrasti esistenti all’interno del Carroccio sui passaporti verdi, con Giorgetti e i governatori del Nord a pensarla diversamente del loro leader come testimoniano varie loro dichiarazioni. Già ieri gli assenti al voto di fiducia erano stati il 40 per cento ma Salvini ha minimizzato le divergenze – “Il partito non è diviso” – e in qualche modo giustificato l’atteggiamento dei deputati del Carroccio, un partito che negli atteggiamenti del suo leader sempre più si caratterizza per essere un pò di lotta e un pò di governo; e che nei retroscena dei maggiori quotidiani comincia a dividersi non sottotraccia ma alla luce del sole tra ‘salviniani’ e non, se non ‘anti’.

Comunque il leader della Lega ha smorzato le polemiche: “I parlamentari sono liberi di esserci o non esserci. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, siamo in democrazia e non in un regime” ha detto a Milano festeggiando l’arrivo nelle fila della Lega di due consiglieri regionali da Forza Italia. Così, tanto per lanciare un altro siluro contro l’idea di una federazione del centrodestra tanto cara a Berlusconi ma anche per ‘compensare’ l’addio al Carroccio dell’europarlamentare Francesca Donato, schierata con i no-vax e contro il green pass. Il presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga l’aveva detto chiaro: “Non c’è spazio per i no vax nella Lega”, ma Salvini ha smentito anche lui: “Sono per la democrazia e ogni idea è rispettata e rispettabile”. Il tutto in una giornata però che lo ha visto costretto a minimizzare i contrasti interni e a smentire i rischi di scissione sui quali lo hanno incalzano i giornalisti: “Da trent’anni ne dicono di tutti i colori sulla Lega. Non abbiamo tanti amici tra i banchieri, i finanzieri e i cosiddetti poteri forti, tra giornali e tv. Ma se aspettano una Lega divisa devono aspettare i prossimi trent’anni…” ha risposto Salvini.

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